Intervista di Giuseppe De Pietro

Meli, studentessa di un collegio privato di Buenos Aires, giunge a Roma dopo aver visitato altre capitali europee. Nel precedente viaggio fatto in Italia che è obbligata ad osservare un certo orario, ora quasi maggiorenne e responsabile, che non deve più eludere la sorveglianza dei genitori, uscirà da sola per le strade. Qui pero c’è Pino, le rende le sue “vacanze romane”, piaceri giornalieri di una ragazza romana. Le costituisce una vera e propria vetrina su Roma, un’esposizione di tutti i monumenti ed i luoghi più belli della città: non manca veramente nulla, dalla Fontana di Trevi al Pantheon, da via Margutta al Foro Romano, da Trinità de’ Monti alla Bocca della Verità nel portico di Santa Maria in Cosmedin, dove si trova la Bocca della verità, Pino racconta che lo scorso viaggio con Meli le parlavo della leggenda romana secondo la quale la bocca minacciosa mangerebbe la mano di tutti coloro che ponendo la mano nel suo interno mentissero. Impressionata, Meli provava appena, ma, quando è il turno mio improvvisamente la sua mano viene mangiata dalla bocca. Ovviamente si trattava di uno scherzo e i due finiamo con il ridere. Sono questi luoghi che Meli ama di più. La prima sera a Roma allora, trascorsa al Palazzo Rospigliosi, al un ricevimento, maestoso palazzo nelle vicinanze del Quirinale, con il suo imponente ingresso su via XXIV Maggio; l’inizio della “vacanza romana” di Meli inizia il suo tour; poi, la passeggiata permette di ammirare la Fontana di Trevi, di ritorno, attraversa via della Stamperia, raggiungiamo la Scalinata di Trinità dei Monti avviandosi in Via Margutta, Via del Babuino, Lì c’è il Caffè Canova, dove ci sediamo a bere qualcosa di fresco, un locale sontuoso ed elegante che serve piatti tipici romani tra sculture classiche, (fu suo fratello che in un recente viaggio l’ha conosciuto insieme a me. Raggiungiamo via della Rotonda al Patheon. Si passa da Lgo. di Torre Argentina per raggiungere via del Teatro di Marcello, il Colosseo, Villa Medici, la chiesa di Trinità de’ Monti, via Sistina, Via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, piazza del Gesù e largo di Torre Argentina. Arriviamo a Piazza San Pietro e successivamente Ponte S.Angelo. Raggiungiamo l’interno di palazzo Colonna, nella bellissima “Sala Grande”.
Raggiungiamo il giorno dopo Via delle Quattro Fontane, alla fine di Via Veneto, in Piazza Barberini si trova l’omonimo Palazzo.
Sempre a piedi raggiungiamo la Fontana delle Naiadi (Piazza della Repubblica), ritorniamo ai Fori Imperiali per visitare il Foro Romano, presso l’Arco di Settimio Severo nel Foro Romano ci rinfreschiamo al “nasono” tipiche fontanelle sparse in tutta Roma.
Un ristorantino in via Margutta vicino alla casa dove abitava Federico Feliini, via Margutta è famosa soprattuto per le sue numerose gallerie d’arte, ne approfittiamo per vedere alcune.
Un incontro fortuito in Piazza di Spagna, Meli inconcontra Consuelo una compagna del Liceo, con lei abbiamo trascorso tutta la mattina. Ma prima decidiamo per un caffé freddo all’Antico Caffé Greco e l’intervista a Meli Gualtieri.

Meli. A Buenos Aires cè qualcosa di magico?

“Ma no, che dici Pino? Buenos Aires è una bellissima città, è casa mia, però non c’è quello che ho trovato a Roma…le meraviglie”

A Roma?

“Già, a Roma…”

S’è innamorata, Meli Gualtieri. Della gentilezza, dell’armonia, della dolcezza dei romani e dei salotti romani: Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, Piazza Navona e del quartiere Garbatella, autentico quartiere di Roma. dove già in precedenti viaggi ho trascorso “giorni da favola, come una autentica romana”.

“Guarda, non è che sia facile a commuovermi o a lasciarmi andare. Anzi, tutt’altro. E dunque, voglio raccontare una cosa, per provare ad essere chiara. A Roma c’è nell’aria, fra profumi, a tarda notte, in qual silenzio che ti avvolge e ti fa sentire il battito del cuore; cè qualcosa che rallenta tutte le funzionalità vitali, ti fa innestare la marcia calma, invece della quinta che è quella che si vive a Buenos Aires. A Roma si va piano. Che gioia, mamma mia che piacere”.

Lei studia ingegnieria informatica a Buenos Aires, ora per la terza volta ritorna a Roma. Comunque anche se Roma la conosce già, è una ragazza attenda e precisa, curiosa del mondo e a volte anche pignola, ogni volte si legge libri e guide.

Per te quali sono i cinque luoghi mito di Roma? Roma, la capitale italiana, è una città unica che si distingue per la sua splendida architettura, le piazze, i musei, fontane e monumenti. I sette colli ad est del fiume Tevere sono, secondo la tradizione, i luoghi in cui fu fondata la Città Eterna.

“Te l’ho detto; direi che ogni angolo, ogni viuzza, ogni piazza di Roma è un mito: Piazza Navona, Piazza di Spagna, Piazza del Popolo, Villa Borghese e Via Margutta. Roma è piena di fascino, vale davvero la pena avere un parente come te per vistarla al meglio. Se avvi più giorni a disposizione mi piacerebbe ritornare ai musei Vaticani, con opere dall’Epoca Egizia al Rinascimento. I Musei Capitolini, situati nei tre palazzi che compongono la Piazza del Campidoglio, come anche la Galleria Borghese, con opere dei più grandi artisti del Rinascimento e del Barocco, avrei voluto ritornarci”

“L’unico rammarico è di viverla per pochi giorni. Sono sicura che ci starei per sempre ben volentieri, se non fosse che a casa, a Buenos Aires, mi aspetta l’altra “Roma”, la cagnetta razza Carlino di mia sorellina Chiaru”.

Passeggiare per le sue strade è come un viaggio nel passato. Non si potrà ammirare solo i resti dell’Impero Romano; Roma è stata anche sede di molti dei più importanti artisti come Michelangelo, Raffaello e Bernini, tra gli altri, il cui lavoro ha trasformato la città in una vera opera d’arte.
“Io, Roma la chiamerei la città del sorriso. Sorridono tutti mentre nel nord d’Italia molto meno, ma non è soltanto un gesto della bocca o una piega delle labra. E’ qualcosa che parte dal cuore, te ne accorgi e dunque ti colpisce e diventa contagioso”.

Ed allora?

“Pino, sorridi anche tu. E la vita cambia aspetto, diventa più facile”.

Una terapia.

“Di certo fa benissimo. E’ difficile raccontare quel che si prova, bisogna viverlo. Ad esempio l’ora dell’aperitivo a Campo de’ Fiori, verso mezzanotte è bellissima. Vivere la notte fa bene all’anima. Sai cosa mi succedeva dopo?”

No. Cosa accadeva?

“Questa atmosfera quando raggiungevo Via dei Coronari, mi faceva passare il sonno. Certo, il fuso orario qualche problema lo crea, ma non era questo. Sentivo un’energia straripante dentro di me, e la notte leggevo qualche libro lasciato lì nel B&B da qualche turista. Era tutto così bello, una realtà che mi lasciava pensare alcuni dei film visti, girati proprio nella vecchia Roma”.

Sono i luoghi che fanno le persone o le persone che fanno i luoghi?

“La simbiosi con l’ambiente che si vive è fondamentale. Noi in Argentina ce ne siamo dimenticati. Qui a Roma c’è autentica armonia che vediamo ovunque per le piazze ed i vicoli romani. Intorno a questo palazzetto del ‘400, si vive in un museo all’aria aperta. Ma c’è anche il verde, tantissimo a Roma. Si respira un’ordine formatosi si nei secoli, è un ordine che luomo, nel tempo a creato.”

Hai accennato al cibo. Eppure in Argentina si mangia molto bene?

La cucina romana, non so, come se non ci fosse un domani. Quasdi disperatamente, per quanto tutto è così buono”.

Sei una ragazza con molta femminilità argentina e mediterranea. Che ti dicevano le ragazze romane?

“Quanto sei bella mi dicevano sorridendo, ma non era per finta, in loro sentivo una grande sincerità”.

E tu come trovi le ragazze romane?

Affascinanti. Le trovo eleganti, forse più di quelle argentine, ma le sento anche ricche di energia. Mi sembrano capaci di ascoltare e questo dà a loro un forte carisama”.

Ci sono uomini latino-americani che impazziscono per loro.
“Credo di poterli capire”.

Meli, te conosco poco, pero de lo poco que te conosco, me he dado cuenta que “tus palabras son la esencia de tu ser”.

“Pino que exagerado que eres!”