di MARIA GIOVANNA BLANDINI

Perché ora?
Quando entro nel mondo simbolico degli archetipi, dei miti entro in un mondo “reale “senza virgolette..
Ho compreso che volevo trattare questo tema perché’ mi sono accorta che, attraverso questo mondo entro in contatto con parti di me “conosciute” e sconosciute” che mi chiamano..

Cornice teorica

Tra le tante definizioni di “Archetipo” mi piace quella di “forme originarie delle esperienze” ¹ poiché un modello originario si nutre di vissuto.
Come Jung afferma: “l’Archetipo è un modello di comportamento che l’uomo e gli animali ereditano dai loro antenati … l’uomo nasce con certe funzioni, un determinato modo di eseguirle, un preciso modello di comportamento che si estrinseca nella forma di immagini o forme archetipe; in altre parole i modi in cui l’uomo si deve comportare sono espressi da un archetipo. Per questa ragione i popoli primitivi si tramandano le leggende, dalle quali abbiamo molto da imparare”

Gli archetipi, sempre secondo Jung, sono dinamici, non essendo immagini inventate dall’intelletto…si potrebbero paragonare a buon diritto ai miti.
Questa è l’origine della mitologia che altro non è che “l’espressione verbalizzata “di una serie di immagini, rappresentanti la vita degli archetipi.
Tra le innumerevoli descrizioni del mito mi piace molto, quella di “ποίησις” ovvero “creazioni” contenenti modelli originari nella civiltà dei popoli e che si trasmettono nella vita di ogni singolo individuo prima, e nella collettività poi.
Comprendere il mito è accettare il mistero, il divino, il senso del sacro e, quindi, l’esperienza estetica, poetica, irrazionale, che il mito genera.
Quando entriamo nel mito, nella poesia, nella bellezza, diventiamo “immortali”.

Ma in quale relazione si pone il mito rispetto alla realtà?
l mito ha in sé una funzione liberatrice, perché dice il vero e non si piega ad alcuna forma di potere esterno.
Secondo Hillman, la Verità’ – “ἀληθής” – (non Lete- fiume dell’oblio) non è solo contenuta nei fatti, ma si estende alla memoria, alle tracce che i fatti stessi lasciano.
L’Eroe del mito sopravvive nelle memorie dei popoli divenendo immagine che vive negli ideali e nei valori che caratterizzano una civiltà.
“Quindi non il mito dell’eroe ma il mito come eroe.”
Da qui scaturisce la funzione eroica del mito stesso.
È lo stesso Hillman che riconosce questa visione a Campbell, definendola: un dono per l’umanità!
Il mito, dunque, è fedele alla realtà ed è così per sempre, in un tempo senza tempo.

I Miti Gli Archetipi i Simboli nel Counseling…

Prima di parlare del loro utilizzo nel Counseling, voglio chiarire il significato di Simbolo che abbraccia ogni cosa, che svolge un ruolo rappresentativo.
Il termine “simbolo” deriva dall’unione del prefisso σύμ- (sym-), “insieme” con il verbo greco βάλλω (ballo) “getto”, letteralmente significa quindi “mettere insieme”, unire.
Il Simbolo rappresenta sempre qualcos’altro, può rappresentare qualcosa che non si vede (simboli esoterici), collega, mette in relazione.
In effetti, tutta la realtà che ci circonda, tutto quello che ci occorre per esprimerci, per indicare, ha bisogno della mediazione di simboli: le lettere: simboli dei suoni; i numeri: simboli delle quantità; parole: simboli di concetti…in tutti questi casi la mente umana ha bisogno di utilizzarli per collegare una realtà tangibile ad una puramente intellegibile. (René Guenon, Simboli della Scienza sacra, Adelphi,)
Il linguaggio dei Simboli “mette in relazione” noi e gli altri, noi e noi stessi: proprio grazie alla sua potenza evocativa può diventare, usato nel Counseling, strumento di ascolto, di auto-esplorazione.

I Tarocchi, ad esempio, sono antichi e potenti simboli che possono diventare eccellenti strumenti di Counseling.
Nei Tarocchi possiamo rintracciare gli archetipi, il cui ruolo latente può attivarsi dentro di noi e permetterci di osservare il loro impatto nella nostra vita, nelle nostre relazioni.
Ripercorrendo i miti di molte culture diverse, ritroviamo modelli archetipici comuni che hanno influenzato e ancora lo fanno il nostro comportamento. (C.G. Jung, Il concetto di inconscio collettivo, Boringhieri, Torino, 1980).
Gli archetipi che riconosciamo, anche allo stato latente, possiamo integrarli a quelli già a noi noti.
In quest’ottica i miti, gli archetipi e i simboli diventano potenti strumenti di integrazione e di evocazione.
Infatti “Conosci te stesso “significa che l’uomo deve trovare solamente in sé stesso la propria auto realizzazione e la propria auto risoluzione, perché ogni conoscenza non può essere acquisita che mediante una comprensione personale.

Viceversa nessuna osservazione può condurre a un risultato efficace se non risveglia in colui che la riceve una “risonanza personale”, quindi non può produrre nessun tipo di conoscenza.
Per questo Platone dice che “tutto ciò che l’uomo apprende è già in lui”. Tutte le esperienze, tutte le cose esteriori che lo circondano non sono che un’occasione per aiutarlo a divenire consapevole di ciò che ha già in sé stesso. Questo risveglio è quello che egli chiama “anamnésis”, che significa “reminiscenza”.
In questo senso i Simboli possono risvegliare in noi antiche conoscenze e parti di noi dimenticate…
Nell’Art Counseling i “mezzi espressivi” quali il disegno, la pittura, la narrazione fotografica così come i suoni, la poesia, la scrittura creativa o anche solo l’osservazione di un paesaggio…e non c’è limite alla creatività…tutto riconduce al “mondo dei simboli” ..
Tali “mezzi espressivi” possono essere essi stessi “Mezzi” cioè “Simboli”
di cosa ci abita, delle nostre emozioni, dei nostri ricordi, dei nostri
archetipi, dei nostri miti…
E divenire anch’essi, dunque, strumenti per il Counselor.

La relazione con le immagini, con i colori con la musica, con le parole, con alcuni oggetti (ad esempio lo specchio nel mito dì Narciso, nelle fiabe di Biancaneve e di Alice …), permette di contattare ciò’ che rappresentano per noi, cosa “simboleggiano” queste immagini questi colori questa musica..la mia immagine riflessa, la mia poesia, la mia storia.
Imparare a “parlare per immagini” equivale a “parlare per simboli” esercitando la creatività, che è la capacità di creare, cioè di tirar fuori quel potere creativo che risiede in ognuno di noi.
Quel potere che ci permette anche di mettere a posto le cose, appianare i conflitti, trovare soluzioni personali efficaci….
Anche i Sogni, attingendo ad un mondo interiore, possono rappresentare i nostri archetipi.
Ripercorrendo il sogno con consapevolezza, la Persona recupera parti di sé …Anche questa è una modalità d’ascolto…. è “fare Counseling “, con l’accuratezza di non valicare mai la soglia interpretativa e restare su ciò che il sogno evoca…

Rileggere i miti di molte culture diverse e rintracciare modelli archetipici comuni può contribuire a riattivare queste memorie nascoste e quindi essere utilizzato come strada per fare Counseling.
(Jung, Il concetto di inconscio collettivo, Boringhieri, Torino, 1980).
E ancora, attraverso la teoria generale dei sistemi, dove la famiglia viene vista come un’entità che possiede proprie caratteristiche, regole e norme, è possibile rivedere il proprio sistema di appartenenza, i vissuti transgenerazionali che possono essere ascoltati per ritrovare il nostro giusto posto e scrivere la nostra storia di vita, rappresentando il “nostro mito “in assoluta libertà.
(A Watzslawick, Beavin, Bateson, Jackson e ad altri autori della Scuola di Palo Alto si deve l’idea di vedere la famiglia come “sistema” e di applicare alle interrelazioni familiari la teoria generale dei sistemi.)
E infine….l’approccio umanistico immaginale che attinge alle tradizioni sia occidentali con Rogers, De Marchi, Jung e Hillman, sia orientali con Naropa, Milarepa e Aurobindo può essere una chiave di lettura personale e trasformativa.

La parola “immaginazione” che oggi molto spesso si usa con superficialità, ha le sue origini nel temine persiano antico “himma”, il cui significato è “il potere creatore del cuore”. Sappiamo ciò proprio dalle ricerche di Henry Corbin, che vennero poi diffuse anche da James Hillman.
Utilizzare un approccio immaginale significa, anzitutto, lavorare con le immagini.
Lavorare con un approccio immaginale, quindi, significa lavorare con le infinite forme immaginali e simboliche.
Tra i “mezzi” utilizzati in questo approccio per fare Counseling si possono utilizzare le costellazioni archetipiche, le meditazioni, le letture e le tecniche acquisite da antiche tradizioni yogiche, tantrico-sciamaniche.

Il mio vissuto

Io posso “vedere” il mito, i diversi miti che metto in scena nella mia vita.
posso vedere quali archetipi sono più attivi nella mia vita?
Ma è sufficiente per un autentico cambiamento?
Ho sperimentato concretamente nella mia vita che oltre a vedere è necessario viverli, accoglierli, amarli.
Profondamente.
Solo così possiamo farli diventare nostri alleati.
Attraverso i miti, i simboli ho contattato parti di me che mi chiamavano…
Attraverso i laboratori di art counseling, il laboratorio dei Tarocchi e dei Nat ho contattato parti di me profonde, poetiche…
Ho ricominciato a scrivere poesie, come le definiscono gli altri, per me sono pensieri al vento, pensieri al mondo ..
Al mio mondo, nel quale Tu puoi trovare il Tuo …

In questo i miti ci uniscono, sono universali, ed io come te mi declino con il mio stile e, scoprendo la mia unicità, scopro la tua…
Oggi, mi rivedo in tutto ciò che mi circonda..
Vedo la diversità e la accolgo..
In questi tre anni di frequentazione della scuola di counseling, ho incontrato me stessa in tante occasioni.
Mettere per iscritto è difficile perché’ vorrei far parlare il mio cuore, non la mente che classifica, organizza, seleziona.
Il mio cuore ha vissuto tanti momenti intensi di verità, ha visto, ha amato e si è sentito amato.
La mente da sola mente .. il cuore non deve spiegare nulla…il cuore parla attraverso il cuore.
Immergersi nei riti del Mantra Madre, riconnettersi con la natura, mi ha riaperto dei canali chiusi e una volta aperti, la strada è tracciata e, come dice Selene Calloni Williams, è irreversibile.
Lascio parlare il cuore.

Virginia mi ha accompagnato in questo percorso come Virgilio.
Non mi ha dato consigli, è stata una maestra e compagna, insegnante ed allieva, mi ha fatto da specchio, mi ha accolta come ero e sono, con le mie paure e le mie luci.
Ha visto la mia luce e me l’ha rimandata, apprezzandomi, incoraggiandomi, sempre amandomi.
Quando mi sono sentita tradita, era il mito del tradimento che si muoveva e ancora si muove in me.
Sempre meno.
Perché’ ora lo vedo, lo riconosco, lo tocco, lo sento.
Lo vedo nelle mie relazioni con il maschile e il femminile.
La trasformazione che è avvenuta ed avviene continuamente, si riflette nella mia vita quotidiana.
Da quando mi sveglio, da come vedo la vita, da come affronto i miei ostacoli quotidiani.
Ci sono scogli, nodi che si stanno sgretolando.
Ghiacci nel mio cuore che si stanno sciogliendo.
Sono usciti allo scoperto tanti “demoni” che mi hanno dapprima spaventata..
Un esempio?
La paura di perdere.. perdere degli oggetti, perdere la finta sicurezza dell’evitamento… perdere cosa? Gli attaccamenti.
Perdere le credenze, così ben radicate e nascoste, da credere di non averle..
La paura di essere isolata.
Ma quando sto nel cuore non lo sono mai.
Viceversa, posso fare tremila attività, correre a destra e sinistra, se non sono collegata al mio cuore, mi manca la linfa vitale.
Il mio cuore mi dà energia, calore, colore!
Mi muovo verso gli altri senza calcolo.
Le esperienze che ho vissuto in questi tre anni sono state tappe evolutive preziose per la mia crescita.
Le meditazioni guidate mi hanno connesso con questo “mondo invisibile “che però esiste in me e che condividendo ho percepito negli altri.
Riuscire dall’ oscurità per rientrare nella realtà, ti accorgi, mi accorgo che non ci sono più confini…

Scrivere di questo, ne sono consapevole, è pericoloso..
Il mondo può e, spesso lo fa, giudicarti “scollato dalla realtà” ed invece per me è il contrario.
Sono immersa in una realtà molto più ampia … che mi comprende nella mia
“immensità “.
Sono altro.. gli altri sono altro.. molto, molto di più di ciò che si vede, che si crede.
Stare nella realtà che è molto di più.
Vivere il mito della Stella dei Tarocchi, essere pienamente se stessi, questa è la mia meta.
Essere nella visione e sentire i piedi che toccano davvero la terra.
Il suolo.
Sentire l’acqua.
Ritrovare la realtà.

Non ci accorgiamo che attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e forme di comunicazione, ci stiamo allontanando dal nostro corpo dalla materia.
Siamo materia ed energia.
Pensiero, favola, mito che si rappresenta.
Rompo gli schemi, esco allo scoperto, distruggo il vecchio, salvo me!
Il mito che ora sento di rappresentare è quello di Biancaneve, che scongela il suo cuore per riunificare il maschile con il femminile.
Per essere una….uno…. unificare…. ricomporre mente e cuore.
La storia del Counseling è la storia dell’umanità che si vede, si riconosce, si ascolta e soprattutto si ama.
Si costruisce nel mondo e con il mondo.

Si stringe la mano, cade nell’odio, nella divisione, ma è in cerca di amore che unisce, che abbraccia, che arricchisce, che dona pace e felicità continue.
Questo sguardo non ci risparmia dolori, perdite, momenti di buio, di separazione, di rabbia, di enormi paure, di blocchi …
Nulla ci viene risparmiato…
È nella poesia che navigo, che mi vedo, che mi riconosco.
È questo il mio mare.
E non posso farne a meno.
E non voglio farne a meno.
Il mondo mi appartiene, solo quando sono libera.

Lascio le mie ultime pagine per chi mi è stato tanto vicino…che ancora mi accompagna in questo “viaggio dell’eroe” che possiamo compiere tutti…
Emilia mi ha fatto vivere cos’è il counseling…
Mi ha sempre rimandato tanta fiducia, le sue domande erano e sono porte che si aprono, gentili inviti ad esplorare…
Con gioia mi ha sempre accolta nel rispetto di sé stessa.
Partire dal buio insieme, mano nella mano e ritornare a vedere la luce.
Mi ha fatto vedere la mia luce quando ero troppo stanca per vederla.
Emilia mi ha fatto recuperare il mito dell’amicizia pura.
Che non è non cadere, non sbagliare, ma è amare come sei, con tutte quelle che chiamiamo imperfezioni..
Vedere la bellezza nell’ altro, scoprire che è tuo amico e per sempre.
I miti, come l’amore, sono per sempre.
Infine voglio ricordare mia madre: mamma e ora figlia.
Per me è sempre stata un mito.
Per la pazienza che ha avuto, per amarmi come sono, per aver accolto la mia rabbia, per avermi ascoltata, per essere cambiata all’età di 86 anni.
Per avermi mostrato la sua fragilità, il suo orgoglio.
Per aver affrontato e, ancora oggi, lo fa eroicamente, tutti i giorni, la paura della morte.
Per avermi mostrato che si può stare nel mondo anche stando a casa.
Per l’amore per la poesia.
Voglio ringraziare Alessandro, mio figlio, che mi mostra tutte le incongruenze che vede in me.
Che non mi fa sconti.
Che cammina con le sue gambe, che mi mostra le sue paure, che mi chiede silenziosamente di esserci….di fare la mamma.
Esserci non vuol dire tenere sotto controllo, esserci vuol dire esserci e non c’è da spiegare nulla.
Spesso l’ho trattato come un fratello, un amico, un essere più grande di me..
Essere nella realtà è trattarlo come un figlio con tutto l’amore di cui ha bisogno.
E, dato che devo rispettare i miei impegni, mi preparo velocemente ma non di fretta per arrivare puntuale al primo appuntamento della giornata!
A presto!

Concludendo

Ad un certo punto della mia vita mi sono resa conto che la strada percorsa, fino a quel momento, non mi risuonava più, non era più allineata con i miei desideri.
Ho lasciato un’occupazione nel settore farmaceutico nella quale avevo profuso molte energie e dove aveva raccolto soddisfazioni e successi, ma la cui finalità non rispondeva più alle mie convinzioni.
Anche se ero consapevole che uscire da quel mondo e rimettermi in discussione. alla mia età non sarebbe stato facile .. ho avuto il coraggio di farlo e di questo non mi sono mai pentita.
Quando mi hanno proposto un percorso di Counseling ne avevo già sentito parlare. Una relazione d’aiuto… sostenere.
Basata sull’ascolto…
Ho sentito qualcosa dentro di me che mi spingeva verso questo mondo.
E così, quando ho incontrato Virginia, si è acceso un fuoco dentro di me che non si è più spento…
La Scuola di Counseling Umanistico, ad indirizzo psicocorporeo, rispondeva ad una mia esigenza di esplorazione e ascolto interiore e all’esigenza di riprendere in mano il timone della mia vita.
E il desiderio di far emergere di più questa parte di me, si era manifestato, durante i molti anni della mia professione, nell’ambito farmaceutico, dove oltre alle competenze scientifico- farmaceutiche, avevo sviluppato anche le mie “competenze umane”.

Incoraggiare le persone ascoltandole, sostenendole e aiutandole a vedere le proprie risorse, è una predisposizione che in tutti gli anni precedenti questo percorso mi aveva sempre accompagnato.
Oggi sono arrivata alla “fine” di questo primo tratto di strada, fatta di innumerevoli momenti di condivisione, con una migliore conoscenza di me, con una maggiore consapevolezza e con gli strumenti che la Scuola mi ha fornito ho incrementato le mie qualità umane e tecniche in questa che considero la professione d’Ascolto per eccellenza.
Durante questo viaggio ho imparato un diverso modo di guardare dentro di me e la realtà che mi circonda, entrando in contatto con nuove energie scaturite dall’Ascolto sperimentandone l’effetto sulla mia vita individuale e relazionale.
Riconoscere l’enorme potere che deriva dall’essere presente “hic et nunc” mi ha portato a prendere in mano la mia vita e non essere più “vittima”, ma “creatrice del sogno”.
Entrare in contatto con l’universo dell’Ascolto, mi ha permesso di riconoscere parti di me che non vedevo.
Scoprire e vivere tale dimensione, mi ha cambiato conducendomi nella direzione che desideravo e ha rinforzato in me la convinzione che l’evoluzione personale è possibile quando ci si ascolta.

Un Grazie alla Scuola, ai Docenti e ai Colleghi, compagni di viaggio Speciali….
Abbiamo condiviso davvero tanto…
Abbiamo vissuto nell’autenticità, imparando a non giudicarci, ad ascoltarci ad incoraggiarci, a sostenerci, a condividere gioie e problemi.
E, soprattutto, abbiamo, ne sono certa che vale per tutti, imparato a osservarci ed osservare la vita con fiducia nelle nostre capacità!
Il che ci permette di dire che ci sentiamo più forti rispetto a prima..
Con la fiducia e con la consapevolezza che non siamo soli quando siamo nell’Ascolto gli uni degli altri.

BIBLIOGRAFIA
Selene Calloni Williams – “Il Profumo della Luna
James Hillman – “Figure del mito”
Selene Calloni Williams – “Psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale
Selene Calloni Williams – “Mantra Madre”
Matteo Ficara – “Le stanze dell’immaginazione”
Morsucci – Aloi – “I tarocchi marsigliesi per tutti”.