di Marco La Valle

Volvo S60 e V60 Polestar, sensazioni fuori dal comune, tanti cavalli e altrettanta coppia per la berlina e la station svedesi in versione adrenalinica.

In termini di potenza, non ha termine. E’ il caso delle Volvo Polestar, e in particolare dei nuovi modelli S e V60 spinti da un nuovo 2.0 litri 4 cilindri, battezzato “Drive E”, che ha cavalli da vendere, 367 per l’esattezza, tanto quanto basta per pensionare il “vecchio” 6 cilindri di 3.0 litri da 350 CV. Questa nuova unità è in grado di regalare sensazioni fuori dal comune, grazie anche a una coppia di 470 Nm da 3100 a 5100 giri/min. L’operazione “potenza”, in casa Volvo, ha una sua storia, nel senso che la divisione Polestar esiste dal 1996, per poi essere ceduta alla casa madre di recente.

Per erudirci su quanto è possibile ottenere sullo chassis della S e V60, la Volvo ci ha convocato sulla pista di Le Castellet, nel sud della Francia, in occasione della gara del WTCC nel quale erano schierate le versioni corsa al debutto, peraltro logicamente travagliato, anche se la squadra corse resterà sotto la direzione di Christian Dahl, ex-proprietario della stessa Polestar. Altra cosa è stata, come primo approccio, la strada, dove è stato possibile scatenare solo parte della cavalleria, per poi sfogarsi appunto sul circuito, adottando la funzione “Sport Mode”, che velocizza i tempi di cambiata e la prontezza alla minima pressione sull’acceleratore. Tanto ben di Dio si conterà sulle dita di un mano o poco più: 10-20 esemplari all’anno e solo da ottobre, un centinaio includendo sotto il marchio Polestar anche le imminenti S e V40, oltre alla XC60.

Volvo V60 e S60 Polestar, il WTCC su strada, il listino è per ora ignoto, anche se in Svezia sfiora il corrispondente di circa 60.000 euro. Non poco, anche se i contenuti sono tanti. Come il Launch Control, disattivando l’ESC per partenze da fermo brucianti, tanto da accelerare da 0 a 200 km/h in 17”2. Insomma anche rinunciando ad un litro di cilindrata e a due cilindri, la nuova Volvo non solo ha incrementato la potenza da 350 a 367 CV, ma ha migliorato la dinamica complessiva di guida, anche grazie a un 2 litri con turbo supercharged e 2. 0 bar come pressione di sovralimentazione.

Il risultato, per chi ama ancora la guida adrenalinica, è peraltro tangibile. Sia con la V60, sia con la più maneggevole e leggera S60, l’ingresso in curva è deciso e immediato, con una tendenza al sottosterzo iniziale, che poi si trasforma in un sovrasterzo di potenza non trascurabile, anche se le gomme Michelin Pilot Super Sport 245/35 ZR20 in dotazione, fanno il loro lavoro. Ottimo il cambio Geatronic a 8 rapporti con paddle, efficace la trazione integrale BorgWarner a controllo elettronico (di tipo Haldex) che ripartisce la trazione secondo le condizioni di aderenza. A velocità pistaiole è anche possibile credere a una delle promesse fatte dai progettisti Polestar, con 22 chili di carico aerodinamico all’anteriore (grazie a particolari spoiler) che diventano ben 33 sull’ala posteriore a una velocità di 250 km/h. In quanto ai freni sono anteriormente dei Brembo, a dischi auto ventilati (371x32mm) con pinze a 6 pistoncini, posteriormente auto ventilati (302x22mm) con un pistoncino. Gli ammortizzatori vengono invece forniti dalla Ohlins.

Volvo S90, com’è nato il design dell’ammiraglia. Il peso delle S e V60 non è contenutissimo, ma la dose di cavalli sopperisce al problema. Sono 1751 kg (1796 kg la V60). La velocità max è appunto di 250 km/h autolimitata, con una accelerazione da 0 a 100 km/h in 4”7 (4”8 la V60). Il consumo medio dichiarato, ma ottimistico, parla di 12,8 km/litro per la S60 e 12,3 per la V60, con emissioni Co2 di 179 g/km (186 g/km la V60). La capacità serbatoio è di 67,5 litri. In quanto all’arredo interno è tutto all’insegna del carbonio, con una strumentazione digitale sempre piacevole ed efficace, senza stancare la vista.

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Volvo S60 and V60 Polestar, model year 2016