di Giuseppe De Pietro

Di Silvia De Pietro se ne sentirà parlare nei prossimi anni  è  vive e segue la sua attività a Buenos Aires, Argentina. Invece l’amore per l’Italia emerge da alcuni particolari: “intanto sono di origine italiana, e oltre alla cucina seguo con passione e creatività attività di formazione, catering, eventi, assisto nella scrittura di libri.” 
La giovane chef argentina, gode già di un buon successo nel campo gastronomico. L’esuberanza argentina si trasforma in seria competenza quando si parla di cucina. È Silvia fa parte della nuova generazione che nel paese con la più alta immigrazione italiana, è sempre alto il desiderio per il cibo del nostro Paese. 

Dove sei nata?
A Buenos Aires, ma di sangue, e cresciuta, come una italiana al 100%.

Quando hai capito che volevi fare della cucina il tuo mestiere?
Ho fatto la Scuola Alberghiera dopo le scuole medie. All’inizio ero una ragazzina più interessata al rock che alla cucina, era una scuola scelta per avere subito un’occupazione e uno stipendio, ma avevo una certa predisposizione. Ho capito che volevo veramente diventare cuoca a 16 anni, quando ho cucinato per la mia famiglia ed amici.

Hai pensato che con la tua professione avresti potuto portare avanti la tua attività anche fuori del Paese?
L’Argentina è il paese con il maggior numero di emigranti italiani nel mondo ed amo il mio Paese, ma in Argentina è già un po’ come vivere in Italia. 

Che cosa è per te l’Italia?
Una parte di me sarà sempre legata a l’Italia. A parte il glamour e la parte fashion che ho avuto la fortuna di poter vivere, quello che sono adesso lo devo alla cultura italiana. Appena i miei impegni me lo consentiranno vorrei conoscere l’Italia, e vedere quali sono le tendenze e gli stimoli posso che trarne per la mia attività qui a Buenos Aires.

So che il tuo desiderio è gestire un tuo probabile viaggio in Italia per presentare un tuo piatto alla TV italiana?
Partiamo dal presupposto che non è facile cucinare facendo spettacolo in televisione, per me è una esperienza nuova. Specialmente se vuoi insegnare qualcosa. Devi sapere fare tutto e bene. Per alcuni anni abbiamo avuto la fortuna di poter gestire la regia: un tempo le trasmissioni televisive avevano tempi e rese di regia tali da poter far diventare un programma una vera e propria scuola di cucina. La televisione attuale non può avere quel ritmo, quel livello di approfondimento per cui si fa più spettacolo che altro, anche se cerchiamo sempre di far trapelare contenuti formativi.

Come definiresti la tua cucina?
Un mix di sapori ancestrali, ricordi e tradizioni che collegano l’Italia.

Quanto è importante la cucina italiana nella tua proposta gastronomica?
Tanto come il sangue che mi scorre nelle vene. Ogni volta che penso all’Italia cerco quello che hanno lasciato i miei nonni e vado alla scoperta di nuovi profumi, sapori che sono il quotidiano per chi li ha davanti tutti i giorni e sbalorditivi per chi li scopre.

Il tuo piatto preferito e quello che ti piace cucinare.? 
Pasta è il mio preferito, adoro fare interpretazioni personalizzate di piatti tipici come per esempio una ripiena di una crema di cime di

L’ingrediente a cui non rinunceresti mai?
L´olio di oliva extra vergine. 

Fai tantissime cose: ristorazione, catering, casa, hobby, famiglia. Come fai a fare tutto?
Tutto questo non è niente… Non esiste un paragone con l´essere una giovane chef. E a parte, di nuovo, mi sento italiana.

Si dice che dietro a una grande donna c’è un grande uomo. È vero anche per te?
Aspetta che glielo chiedo e ti rispondo (sorriso sornione)

Chef De De Pietro, verresti a Roma per un po’? Cosa vorresti fare in questa città?
Certamente! E dato che nel mio Paese di residenza sono un rappresentante della gastronomia Italiana, mi piacerebbe presentare un vero asado argentino in piazza Piazza Navona, per esempio. E ovviamente invito ai vari colleghi chef stellati italiani da me e saranno scintille di creatività, tradizione e gusto!