di Giuseppe De Pietro

Un consiglio dell’esperto: Alessandro Polichetti, primo ricercatore del Centro Nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. Cosa sappiamo degli effetti di smartphone e wearable device sulla nostra salute?

Perché si pensa che l’uso dei cellulari possa causare lo sviluppo di tumori?
«Il cellulare è un dispositivo che emette campi elettromagnetici a radiofrequenza. Da decenni viene studiata la presunta pericolosità per la salute umana delle onde elettromagnetiche, come quelle emanate dalla telefonia mobile e dalle reti Wi-Fi, ma a oggi nessuno ha dimostrato in modo conclusivo l’esistenza di un nesso di causa-effetto — spiega Alessandro Polichetti, primo ricercatore del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità —. Il lavoro più ampio, “Interphone”, pubblicato nel 2010 e condotto dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha sostanzialmente assolto i telefonini per mancanza di prove, evidenziando solo un lieve aumento dei casi di glioma (tumore maligno del cervello) e neurinoma del nervo acustico (tumore benigno) tra chi aveva trascorso al cellulare più di 1.640 ore. Ma gli stessi autori avevano affermato che è molto difficile provare in modo incontrovertibile il legame diretto tra i due eventi. Un anno dopo, nel 2011, la stessa Agenzia ha classificato le onde elettromagnetiche tra i «possibili cancerogeni». Sono in questa lista (gruppo 2B) tutti gli agenti per i quali al momento esiste solo qualche sospetto di pericolosità per l’uomo».

Nuove diavoleria invaderanno il mercato nei prossimi anni?
Dieci anni fa non si faceva che parlare dei possibili rischi per la salute legati all’utilizzo di dispositivi elettronici e cellulari. Poi, complice forse la mania per gli smartphone, abbiamo iniziato a dimenticarcene. E dire che invece dispositivi portatili e tecnologia wearable sembrano destinati a una diffusione sempre maggiore nei prossimi anni, rendendo la questione più che mai attuale. Qualche giorno fa il New York Times ha deciso di richiamarci all’ordine, con un articolo dal titolo eloquente Could wearable computers be as harmful as cigarettes?, poi modificato in un più blando The Health Concerns in Wearable Tech, in cui il giornalista Nick Bilton ha analizzato quanti e quali pericoli potrebbero derivare dai accessori smart (watch, glass e chi più ne ha più ne metta) che invaderanno il mercato nei prossimi mesi, concludendo che gli studi scientifici disponibili indicherebbero la presenza quantomeno probabile di rischi per la salute. Da subito però l’articolo ha suscitato aspre polemiche sulla rete, attirando critiche che, come vedremo, sembrano piuttosto legittime.

Cosa sappiamo degli effetti dei wearable device?
Google glass, Apple watch e apparecchi simili non sono ancora arrivati sul mercato, ed esistono quindi ben pochi dati diretti sui loro effetti a lungo termine per la salute. I rischi di cui si parla comunque arrivano dai campi elettromagnetici, studiati ormai da decenni per via della grande diffusione dei cellulari.
Uno dei più ampi studi su queste tema, citato nell’articolo del New York Times, è stato svolto nel 2011 dall’International Agency for Research on Cancer (Iarc), un panel dell’Organizzazione mondiale della sanità, di cui fanno parte 31 scienziati provenienti da 14 nazioni differenti.

Quante cose sai sullo smog?
Il lavoro ha esaminato i risultati dei principali studi svolti in precedenza, concludendo che i campi elettromagnetici generati dai cellulari potrebbero avere effetti carcinogenici sugli esseri umani.
Come fa notare una risposta pubblicata su The Verge, lo studio dell’Iarc non dimostra però la presenza di un legame tra utilizzo di cellulari e cancro, ma semplicemente valuta gli studi esistenti, arrivando a concludere che i dati disponibili non sono sufficienti per escludere completamente la possibilità che i campi elettromagnetici possano provocare tumori.
L’accusa del New York Times prosegue citando i pochi studi che dimostrerebbero un aumento del rischio di tumori al cervello negli utilizzatori abituali di cellulari, e assicura che anche quelli che hanno dato risultati negativi non escludono comunque l’esistenza di pericoli. Di lavori scientifici sul rapporto tra campi elettromagnetici e tumori in effetti ce ne sono moltissimi (eccone altri tre), ed è facile notare come ben pochi escludano completamente la possibilità di pericoli. Vuol dire che, come scrive Nick Bilton, i rischi ci sono? Non proprio. Semplicemente, è molto complicato dimostrare definitivamente che i campi elettromagnetici non causano il cancro (anche perché i cellulari sono in uso solamente da 15 anni, e serve periodo di osservazione più lungo per poter valutare correttamente gli effetti a lungo termine).

Quali indicazioni?
Un buon modo per farsi un’idea dell’opinione più diffusa tra gli esperti è andare allora a vedere le indicazioni delle istituzioni sanitarie internazionali, come quelle dell’Oms, dell’American Cancer Society, del Center for Disease Control americano, o anche del nostro ministero della Salute. In tutti i casi, vediamo scrivere che l’esistenza di rischi per la salute legati all’utilizzo dei cellulari non è mai stata dimostrata, e che sono auspicabili ulteriori studi. Le cose stanno così: che esistano pericoli al momento sembra alquanto improbabile, perché nessuno dei tanti studi svolti sin ora ha mai evidenziato dati significativi, e non esistono quindi prescrizioni sanitarie riguardo alle modalità di utilizzo di cellulari, smartphone o wearable device. Nel dubbio però ognuno di noi ha il diritto, se lo ritiene necessario, di prendere le dovute precauzioni.

Cosa fare dunque?
Se preferite non rischiare, le indicazioni per telefoni, occhiali o orologi smart sono sempre le stesse, e consistono principalmente nel limitare al minimo la permanenza dei device in prossimità del cervello. Ecco in aggiunta la lista di raccomandazioni riportata sul sito del ministero della Salute:
– effettuare telefonate preferibilmente in condizioni di alta ricezione del segnale e in zone ad alta copertura dalle reti di telefonia mobile, perché l’antenna del cellulare emette la massima potenza di energia durante la ricerca di una stazione;
– utilizzare sistemi a mani libere (auricolari e sistemi viva-voce);
– ridurre le telefonate non necessarie;
– utilizzare messaggi di testo;
– limitare alle situazioni di necessità l’uso del telefono in auto e durante la guida, anche ove si utilizzino sistemi in viva voce e a mani libere. È dimostrato che l’uso telefono cellulare durante la guida di veicoli aumenta il rischio di incidenti stradali, diminuendo la capacità di attenzione del conducente;
– presentare ai bambini il telefono come uno strumento di comunicazione da usarsi nelle situazioni di necessità, e non come un comune oggetto di gioco;
– non fare uso di dispositivi commerciali pubblicizzati come in grado di ridurre i livelli di esposizione del telefono, la cui efficacia non è in realtà mai stata dimostrata ed anzi possono sortire l’effetto contrario;
– non tenere il cellulare acceso negli ospedali (attenersi alla segnaletica), o dove sono presenti apparecchiature elettromedicali;
– per i portatori di pace-maker o di altri dispositivi medici attivi, non mantenere il telefono in prossimità o a contatto con l’impianto (per esempio nel taschino della giacca sul lato dell’impianto stesso) così da prevenire eventuali interferenze sul corretto funzionamento del dispositivo;
– prestare particolare attenzione all’uso del telefono in strada, soprattutto in relazione alla lettura e scrittura di messaggi di testo. L’uso in strada del telefono può comportare una forte diminuzione del livello di attenzione verso l’ambiente esterno e concorrere al verificarsi di incidenti e investimenti, con conseguenze potenzialmente molto gravi.