Posted by Giusepe De Pietro Pubblicato il 29/03/2019 ore 9:30

A Verona la 53ª edizione del Salone Internazionale dei Vini dal 7 al 10 aprile. Saranno presenti 4.600 aziende del vino e distillati provenienti da 35 Nazioni, per un totale di oltre 16mila etichette a catalogo. Nella Grande distribuzione si sono venduti nel 2018 più di 619 milioni di litri di vino italiano per un valore di 1 miliardo e 902 milioni di euro.

“L’evento veronese presentato a Roma dal presidente Maurizio Danese e da Giovanni Mantovani, grande l’attenzione ai buyer esteri e cinesi in particolare”. A Veronafiere ci si aspetta la comunicazione sul lancio di una piattaforma diretta nel Paese considerato più strategico per la crescita dei consumi nei prossimi anni: “Parliamo di un progetto in fase avanzata di sviluppo e che contiamo di annunciare a Vinitaly”, ha commentato Mantovani.
“Guardare al futuro è essenziale in ogni attività. In particolare, se parliamo di mercati e business. In questo caso le capacità di interpretare le tendenze in atto o di predirle con anticipo, diventano fondamentali”.
Così il presidente di VeronaFiere Maurizio Danese nel corso della conferenza stampa del Vinitaly 2019 a Roma. “Oggi viviamo immersi e condizionati da sistemi sempre più articolati. Globalizzazione e rivoluzione digitale hanno portato con sé enormi potenzialità, ma al contempo anche ulteriori variabili e nuovi competitori di scala internazionale con i quali confrontarsi.”

Nel giorno inaugurale della fiera, verrà fatto il punto della situazione sul mercato italiano con una ricerca approfondita sulle tematiche distributive e con un dettaglio per aree geografiche, principali regioni e città. La formula di Vinitaly: business in fiera, e wine lover gli eno-appassionati in città, con Vinitaly and the City (5-8 aprile) nei luoghi più caratteristici del bel centro storico di Verona.

Il vino oggi è un prodotto bandiera del made in Italy che per il nostro Paese vale alla produzione 13 miliardi di euro. E nel 2018 ha raggiunto un export prossimo ai 6,15 miliardi di euro, in aumento del 3,3% rispetto all’anno precedente, mentre all’estero è un simbolo indiscusso dell’italian lifestyle. Dagli anni ’90 in poi il comparto vinicolo italiano ha avviato come mai prima un percorso di crescita che continua tuttora, se bene ci siano stati anche alcune riflessioni. Quest’anno pensando agli espositori, operatori professionali e top-buyer in arrivo a Verona da oltre 140 nazioni.

La Cina è un esempio, che fa parte della più ampia disamina del mercato Asia che proponiamo oggi. A fronte di 400 milioni di millenials, potenziali consumatori, ancora oggi i nostri vini rappresentano meno del 6% dell’offerta nel Paese del Dragone. Significa che c’è ancora molto lavoro da fare per superare insieme le difficoltà legate alla penetrazione su un mercato complesso e vasto come quello cinese, e non solo.
Non mi riferisco qui solo a barriere doganali; parlo di problemi legati alla riconoscibilità immediata di un brand italiano forte o alla creazione di una domanda, partendo dal presupposto che il vino non fa parte della cultura locale. Vinitaly, potrebbe essere l’anello di congiunzione confermandosi la piattaforma leader per la promozione internazionale del vino.

L’attività di incoming promossa e sostenuta da Veronafiere direttamente o in collaborazione con ICE-Agenzia, ha coinvolto top buyer da 50 paesi target dai 5 continenti. Con la rete globale di Vinitaly nel 2018 abbiamo organizzato più di 40 eventi oltreconfine.
Questo presidio continuo ci consente di rispondere alle esigenze delle aziende che vedono in Vinitaly un driver fondamentale per consolidare o aumentare il proprio posizionamento in Italia e all’estero. Siamo un attore privato, ma mettiamo a disposizione le nostre risorse e il nostro know-how per operazioni di sistema, insieme al ministero delle Politiche agricole, al ministero dello Sviluppo economico e ad ICE-Agenzia.
Lo facciamo perché siamo convinti che questa sia la strada giusta per mantenere ed incrementare gli straordinari risultati ottenuti dal vigneto Italia in questi ultimi venti anni.

Per questo il piano industriale al 2022 di Veronafiere dedica particolare attenzione ad uno dei suoi principali prodotti fieristici. Degli oltre 100 milioni di euro previsti a budget, buona parte riguarda proprio Vinitaly, con l’individuazione di tre linee d’azione. Nello specifico, gli obiettivi sono: La creazione di due piattaforme promozionali permanenti in Asia e negli USA: la prima è già in fase avanzata; la seconda è un progetto al quale stiamo lavorando, perché è fondamentale il presidio dei mercati tradizionali importanti come gli Stati Uniti d’America.
Ragione per cui continueremo il nostro impegno promozionale nel Nord Europa e così come forte resta il nostro radicamento in Sud America, che consideriamo un’altra area di grande potenzialità e dove abbiamo organizzato lo scorso anno la prima edizione di Wine South America.
Gli altri due obiettivi strategici del piano industriale sono:
il potenziamento dei servizi digital, allestitivi e di ristorazione, in ottica di soddisfazione del cliente;
la rigenerazione del quartiere espositivo, per adeguarlo ai più alti standard europei, dando alle infrastrutture immagine e funzionalità in linea con le esigenze del mercato. Agiamo nella consapevolezza di possedere un brand legato al vino tra i più conosciuti al mondo.
Dai lontani giorni nel 1967, Vinitaly ha sempre guardato al futuro, e continuerà a farlo nell’interesse del made in Italy enologico e di tutti i suoi protagonisti”.