di Annalisa Perriello

Valerio Ferranti, in arte Viales, vive e lavora a Roma. Esordisce come grafico con la tecnica del disegno e della china in particolare. Solo successivamente si dedica alla pittura ad olio.
Un titolo bizzarro quello scelto dall’artista per questa sua personale romana: Boh!; che vuole probabilmente suggerire la reazione che ogni spettatore, inizialmente, può avere davanti alle sue opere. Viales ci presenta una selezione di 16 opere ad olio su tela e legno; una sintesi del suo pensiero e della sua produzione dagli anni ’90 fino ad oggi.
Composizioni prospettiche perfettamente studiate, in cui si inseriscono figure rese con tratto preciso e maniacale. L’artista predilige il disegno come base di tutte le sue composizioni, ed è attraverso di esso che riesce ad esprimere appieno ogni dettaglio. S-concerto, olio su tela, 120×40, 2016
Ferranti è un pittore surrealista che pone l’uomo al centro della sua maniacale ricerca esistenziale; egli muove una critica e una riflessione verso l’uomo e il suo modo di stare nel mondo. Come egli stesso afferma:
“Cerco di dare un’immagine alla paranoia, scrutare l’orizzonte della vita, mettere a nudo l’essere della società cercando di cogliere le emozioni e le sensazioni dell’individuo”.
Quello che l’artista mette in evidenza dell’uomo sono soprattutto i vizi, poiché l’unico vero scopo è quello di mettere a nudo i difetti della società moderna. La sua è un’indagine gnoseologica sull’essere umano; che, mettendo in luce incubi, incertezze e sogni, cerca di esorcizzare i sentimenti negativi, con la speranza che l’uomo cambi e cresca in modo positivo. Kaos, olio su tela, 120×40, 2015
I suoi principali riferimenti sono i grandi maestri del surrealismo: Escher, Magritte e Dalì; in molte altre opere si confronta invece con i maestri del passato: i manieristi, Tiziano Vecellio, Guercino. Le sue opere sono ricche di riferimenti alla classicità, alla mitologia, all’alchimia, alle scienze, alla bibbia. Egli si appropria di svariate simbologie, le rielabora in chiave contemporanea e personale. Per l’artista ogni dettaglio è importante, per questo l’osservatore deve necessariamente guardare con attenzione ogni angolo dell’opera per trovare la propria chiave di lettura.

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