di Clara Racanelli

Produrre verdura, produrre cultura, produrre integrazione sociale e solidarietà. Dentro al parco, ormai da c’è l’orto sinergico gestito da una comunità di oltre venti ortolani urbani. Negli appezzamenti di terreno adiacenti ad esso vi sono delle terre coltivate individualmente sempre seguendo i principi dell’agricoltura biologica. Occupa una superficie di 3.350 mq, è esterna al Parco ed esente da vincoli (zona N di P.R.G.). E’ esposta a sud-sud est. L’area individuata per la realizzazione dell’orto urbano di Aguzzano si trova in via Fermo Corni, nel territorio del Municipio Roma V.  L’area è stata utilizzata, fino a pochi anni fa, come orto urbano da alcuni anziani del quartiere.
È compresa tra il confine meridionale del Parco Regionale Urbano di Aguzzano, la strada bianca che prosegue da via Fermo Corni in direzione del Parco e la recinzione che delimita le pertinenze dei Casali ALBA3. Vi è, inoltre, un importante progetto messo a punto dall’Associazione Casale Podere Rosa e dal Centro di Cultura Ecologica che prevede il recupero e la riqualificazione di una particolare area naturalistica urbana, che era ormai in abbandono, per essere affidata all’agricoltura sociale gestita dai piccoli contadini. Le adesioni a tale progetto da parte del quartiere risultano essere oltre cento.

La bellezza dell’Orto-Giardino di Aguzzano sta nella sua capacità di radunare giovani e anziani, genitori e figli, professionisti e novizi, lavoratori, pensionati e in cerca di lavoro. Tali appezzamenti di terreno costituiscono una risorsa non da poco in tempo di crisi, la possibilità di produrre ortaggi e verdure per la propria famiglia è un grande dono. L’Orto-Giardino di Aguzzano è visitabile percorrendo sentieri appositi. Ed ecco alcune attività che si svolgono al Centro di Cultura Ecologica.
Orto Giardino di Aguzzano …produrre verdura, produrre cultura, produrre integrazione sociale e solidarietà. Riqualifica un’area di verde pubblico e realizza un orto urbano attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini del quartiere, l’inclusione sociale di persone portatrici di handicap, la collaborazione con l’Università degli Studi di Viterbo e la partecipazione di una scuola materna.
L’intento del progetto è offrire l’opportunità agli abitanti del quartiere che lo desiderino, di intraprendere delle piccole attività orticolturali regolamentate e svolte secondo disciplinari definiti collettivamente.
Tale progetto può valorizzare i connotati so­ciali e culturali della piccola agricoltura ur­bana, oltre ad assolvere una importante fun­zione didattica, terapeutica e ri­socializzativa, di rispetto del­l’ambiente e di piccola integra­zione del reddi­to.

Coltivare e sviluppare nuovi spazi per una “Roma città giardino” promovendo un orto urbano per quartiere, almeno 100 in tutta Roma, nelle aree libere non costruite, nei parchi privi di manutenzione e nelle aree verdi abbandonate: è l’idea di alcune associazioni e recentemente anche Suntime Magazine, con cui parteciparà alla prossima selezione indetta da Roma Capitale nell’ambito del bilancio partecipativo che permetterà di individuare un certo numero di progetti finanziabili.
«Nella nostra idea, i cittadini che vorranno prendersi cura di una piccola parte del loro quartiere saranno agevolati e sostenuti propongono le varie associazioni. Le aree riqualificate in orti saranno intese come spazi pubblici, aperte a tutti, dove cittadini, scuole e associazioni potranno coltivare dei piccoli appezzamenti. Queste aree riqualificate miglioreranno i quartieri e contribuiranno a creare luoghi di socialità, integrazione, autoproduzione, biodiversità, sicurezza, educazione ambientale, promozione culturale, incontro, gioco, partecipazione e salute. Il nostro obiettivo è quello di recuperare aree e parchi abbandonati per creare occasioni di socialità e bellezza con il verde. E vorremmo che protagonisti di questo recupero fossero i cittadini di ogni età, le associazioni e le scuole».
L’opportunità che il Comune di Roma sta fornendo ai cittadini è tutt’altro che scontata.  «I cittadini e l’Amministrazione decidono insieme, per la prima volta, come investire 20 milioni di euro, su tutto il territorio, per la tutela del decoro urbano» si legge sul sito di Roma Capitale. Le proposte che ottengono almeno il 5% dei like complessivamente ricevuti dai progetti che ricadono nello stesso Municipio sono ammesse alla fase successiva di valutazione da parte di un Tavolo dell’Amministrazione che ne esamina la fattibilità tecnico-finanziaria. A ottobre il processo partecipativo si conclude con le votazioni finali online, che porteranno alla formazione di 15 graduatorie, una per ogni Municipio, e di un’ulteriore graduatoria di carattere intermunicipale.

«Un giardino/orto condiviso è anzitutto uno spazio pubblico con finalità socioculturali e ambientali. A differenza dei giardini pubblici tradizionali, i giardini e gli orti condivisi vedono protagonisti tutti i cittadini perché sono realizzati e/o gestiti dai cittadini stessi riuniti intorno ad un progetto comune per rendere migliore il loro quartiere. Molto spesso un giardino condiviso è lo spunto per fare altro: un luogo di incontro, far giocare i bimbi, avere un po’ di relax, praticare uno sport all’aperto, fare attività culturali, imparare una lingua, fare giardinaggio, coltivare un orto per l’autoconsumo, fare volontariato sociale o educazione ambientale. Il giardino condiviso può essere il fulcro di una comunità delineando nuovi modi di vivere la città».

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