di Michele Scardamaglia

Giuseppe De Pietro, fotografo e scrittore di viaggi, ci racconta il suo amore per i ghiacci, tra storie di vita vissuta, avventure artiche, viaggi sostenibili per un viaggio ai confini del pianeta, a contatto con la natura più selvaggia e inesplorata.
Osservare meravigliati l’aurora boreale, solcare la neve su una slitta trainata dai cani, fare una crociera-spedizione tra gli orsi polari, nell’Artico dove lo spazio è un’immensa distesa bianca.
Un luogo per viaggiatori amanti dell’avventura per chi cerca un luogo suggestivo, emozionante, estremo.
Ci si spinge fin dove la natura sfida l’uomo con temperature glaciali: nel circolo polare antartico, fra i ghiacci che avvolgono la terra, o nel circolo polare artico, dove il ghiaccio non copre altro che acqua. L’esperienza è puro biancore e il cielo intensità estrema.
Questi sono luoghi dove si naviga fra iceberg alla deriva e archi di ghiaccio, per avvistare orsi polari e pinguini, foche e balene, mentre in cielo volano gli albatros, dove il trasporto è la slitta trainata dagli husky, avvolti nel calore di una tuta termica, ci si lascia guidare nel silenzio ovattato della neve. Si attraversano notti lunghe illuminate dalla luna, e giorni infiniti con il sole che non dorme mai. E, d’improvviso, ci si ferma incantati col naso in su… Il buio e la luce si uniscono, gli occhi si riempiono di stupore e fasci luminosi rischiarano il cielo: rosa, arancio, verde, rosso, azzurro… è l’aurora boreale.

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Luoghi inospitali e remoti, sono tutti elementi che hanno sempre attirato la mia attenzione da quando quasi cinquanta anni fa ero stato ad Ushuaia in Patagonia Argentina. Dedicandomi ai viaggi ho iniziato a studiare questi luoghi così affascinanti, la loro fauna e i loro abitanti, aumentando sempre di più il mio desiderio di partire per andarli a scoprire di persona. Nelle vicinanze dell’Antartide ho vissuto grandi emozioni, viaggio da tanti anni fa con la nave militare Almirante Irizar alla scoperta di questi luoghi remoti della terra. Quasi un anno fa decisi di partire per un altro viaggio che ha segnato profondamente il mio modo di vedere e approcciarmi alla vita: una spedizione invernale nella Penisola di Valés, in Patagonia, dove abbiamo vissuto insieme ai Napuche nei loro accampamenti. Volevo provare sulla mia pelle le difficoltà di vivere laggiù dove le temperature sono proibitive e in mezzo alla natura selvaggia. Un reportage con il quale raccontiamo la dura vita che svolgono gli abitanti dell’Artico, le loro tradizioni e la loro storia.

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Negli anni ottanta, sono stato in Lapponia, quella terra che mi stregò da ragazzo. Una terra che amo profondamente e ritornando la considero ormai come la mia seconda dimora. Sono partito creandomi un itinerario all’altezza dei sogni che avevo e pronto ad accogliere tutto ciò che di bello questa terra mi avrebbe regalato. Ho avuto la fortuna di ammirare sin dal primo istante paesaggi fiabeschi e di entrare in contatto con una cultura tanto meravigliosa quanto infinitamente complessa, quella del popolo Sami. Da allora sono tornato altre volte ancora lassù, l’ho girata in lungo e in largo in diverse stagioni e altrettante volte ci tornerò. Negli anni mi sono spinto sempre più a Nord, fino a raggiungere l’81° parallelo, e sempre più a Sud, fino in Antartide! Dopo tanti anni di viaggi nell’Artico, in Antartide ho scoperto che scrivere guide e itinerari per chi desidera viaggiare in questi angoli della terra non mi bastava più. Ho sentito il bisogno di spingermi oltre, di approfondire di più e di provare sulla mia pelle cosa significa vivere in questi luoghi così estremi e inospitali.
Ho sentito il bisogno di utilizzare i miei canali, le mie foto e le mie conoscenze per fare qualcosa in più per salvaguardare il mio amato Artico. Proteggere questi luoghi da problematiche toccate con mano, reali e gravi, come il riscaldamento globale e l’inquinamento. Così, insieme a Clara, su Suntime Viaggi allora, era diventato un punto di riferimento per chi desiderava viaggiare verso i Nord, abbiamo dato vita a diversi progetti, due progetti con i quali ci impegniamo a far conoscere più approfonditamente la loro storia, la flora e la fauna che li popolano, l’importanza di questi luoghi nella ricerca scientifica e perché è importante proteggerli. Ci impegniamo anche a sensibilizzare la maggior parte delle persone sul tema del riscaldamento globale e dell’inquinamento e ci impegniamo a informare e rendere più consapevoli i nostri lettori che intendono visitare questi posti.

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Un viaggio nell’Artico in queste aree remote dl mondo non è di certo una passeggiata e tutto dipende dalla zona che si vuole visitare. Come primo viaggio invernale, quando le temperature arrivano a sfiorare anche i -30° e oltre, consiglio sempre di valutare la Lapponia o l’Islanda, due mete facilmente raggiungibili e abbastanza semplici da organizzare. Il modo migliore per viverle è on the road, lasciandosi trasportare dalle emozioni. Guidare sul ghiaccio non è semplice, soprattutto per chi non è abituato, ma con le gomme chiodate e tanta prudenza si può fare. Per noleggiare l’auto sono sufficienti la patente italiana e una carta di credito tradizionale. Prima di partire preparate un itinerario da seguire, tenendo conto che in inverno le giornate sono brevi e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Inoltre, il meteo varia ogni 5 minuti, perciò non fate tappe troppo lunghe. Prenotate tutto con largo anticipo. Entrambe sono destinazioni diventate ormai turistiche e l’inverno, soprattutto nel periodo natalizio, è alta stagione. Le sistemazioni a buon prezzo terminano in fretta, così come la disponibilità delle varie escursioni.Se il vostro sogno più grande è quello di ammirare l’Aurora Boreale, partite per un viaggio tra la fine di gennaio e la fine di marzo. Troverete giornate abbastanza lunghe per poter visitare diversi posti, neve per poter fare diverse escursioni e parecchie ore di buio per rimanere con il naso all’insù in attesa della Dama Verde.

                      

La Lapponia tra paesaggi fatati e aurora boreale è la destinazione da sogno di tante persone, complici anche tutte le cartoline che ritraggono paesaggi e posti fatati, quasi da sembrare finti. Ma la Lapponia è reale ed è la meta forse più facile da raggiungere per chi vuole vivere il primo sogno artico. Solitamente quando si pensa alla Lapponia, una regione che occupa ben 4 stati (Nord della Svezia, della Finlandia, della Norvegia e parte della Russia), la gente pensa subito a Babbo Natale e di conseguenza a Rovaniemi, ma la Lapponia è molto di più. Infinite distese di ghiaccio, alberi ricoperti da un soffice manto di neve, paesaggi meravigliosi, storia, cultura, tradizioni Sami, sono solo alcune delle cose che ha da offrire. Se volete trovare tutto questo vi consiglio di recarvi in Lapponia finlandese e svedese, mentre se siete alla ricerca di paesaggi più crudi ma con viste mozzafiato su fiordi meravigliosi, villaggi di pescatori e un mix di mare e montagna allora vi consiglio di recarvi in Lapponia norvegese. Tra le attività da non perdere, in inverno, ci sono le escursioni con i cani da slitta, la slitta trainata dalle renne, le ciaspolate in mezzo alla natura lappone e la motoslitta verso i luoghi più remoti. In estate invece potete fare tantissimi trekking più o meno lunghi, pescare, andare in barca o in kayak.

L’Islanda è una piccola isola tra terra di fuoco e di ghiaccio, posto poco al di sotto del Circolo Polare Artico con una varietà di paesaggi da fare invidia a tutti. Su questa splendida isola troverete vulcani attivi, grotte laviche e di ghiaccio, ghiacciai sterminati, lagune glaciali, infinite distese a perdita d’occhio, spiagge nere, cascate meravigliose, paesaggi lunari e natura incontaminata. L’Islanda è uno di quei luoghi da visitare più volte, in tutte le stagioni. Come primo viaggio non vi consiglio l’inverno, ma l’inizio dell’estate, quando le strade sono tutte percorribili (anche le F-Road, le strade che portano nelle Highlands), le temperature sono ragionevoli e i suoi colori sono al massimo dello splendore. Per un secondo viaggio invece vi consiglio l’inverno, quando tutto si tinge di bianco e sembra di essere catapultati in un mondo di ghiaccio. In questa stagione è possibile percorrere solamente la Ring Road e alcune strade secondarie, ma credetemi ne vale assolutamente la pena.

                

Svalbard hanno delle sfumature di blu, orsi polari e trichechi, lassù, in cima al mappamondo quasi nascoste, si trovano le Isole Svalbard, un bellissimo arcipelago a pochi passi dal Polo Nord. Qui ho avuto modo di comprendere tutta la forza della natura che, nell’Artico, regna sovrana. Le Svalbard sono delle piccole gemme incastonate in un mare di cristalli di ghiaccio, fragili e ostili allo stesso tempo. Una spedizione nel deserto artico è il modo migliore per entrare in contatto con l’anima di queste isole e capirne l’importanza. Quassù ho realizzato uno dei miei sogni più grandi: ammirare il Re dell’Artico, l’orso polare. Insieme a lui ho avuto la fortuna di incontrare anche trich

echi, foche, balenottere azzurre, beluga, puffin, renne e tante piccole volpi artiche, piccoli batuffoli bianchi che gironzolano indisturbate in ogni angolo. Per un primo viaggio alle Svalbard vi consiglio l’inizio dell’estate, giugno, quando le orde di navi da crociera che le raggiungono non sono ancora arrivate e si respira ancora un po’ di tranquillità. In estate potete prendere parte ad una spedizione in nave fino all’81° parallelo, il punto più a nord delle isole, navigando lungo fiordi meravigliosi, sfiorando ghiacciai maestosi e avendo la possibilità di avvistare davvero tanti animali.

             

La Groenlandia, quell’enorme isola che sulle mappe appare sempre vestita di bianco, un grande mondo di ghiaccio, è ricoperta per circa l’80% dalla seconda calotta glaciale più grande al mondo, dopo l’Antartide. Terra di pastori groenlandesi e Inuit, sa regalare a chi le apre il cuore davvero tante emozioni. Dalla costa est alla costa ovest, dal nord al sud dell’isola, qualunque sia la vostra destinazione preparatevi a tornare a casa con un bagaglio ricco di esperienze, ricordi e nostalgia. Una spedizione in Groenlandia è un po’ più complessa da organizzare, partendo dagli spostamenti, e non ve lo consiglio come primo viaggio nell’Artico. Una delle esperienze più belle che si possa fare è prendere parte ad una spedizione in slitta verso nord. Solo voi e la vostra squadra di cani, il silenzio e il deserto artico.

Le Isole Faroe sono un piccolo arcipelago composto da 18 isole vulcaniche, piccole perle ancora incontaminate, situate a metà strada tra Scozia, Norvegia e Islanda. Un viaggio su queste splendide isole equivale ad un viaggio indietro nel tempo dove tutto sembra essersi fermato e la natura è rimasta la sola protagonista. Molto simili all’Islanda, ma molto più incontaminate e selvagge, le Faroe ve le consiglio se siete in cerca di tranquillità, silenzio e pace. Quassù potete guidare per ore senza incontrare nessuno, alcun paese, niente di niente. Solo voi, la natura, quattro pecore che pascolano libere e felici e paesaggi mozzafiato. Il periodo migliore per visitarle è l’estate, meglio se all’inizio della stagione, quando il verde dei campi è rigoglioso, le isole sono invase da centinaia di migliaia di uccelli ed è possibile raggiungere con i traghetti anche quelle più distanti. In estate potete prendere parte a diversi trekking oppure fare escursioni in mare come ad esempio avvistamento balene e avifauna.

Antartide, un angolo di paradiso terrestre dove ci si sente davvero un puntino minuscolo al cospetto della natura e di tutta la sua potenza. Ho navigato lungo le acque più agitate al mondo per quasi 2 giorni, ma il paesaggio che è apparso davanti ai miei occhi dopo il temuto Passaggio di Drake ha ripagato di tutto lo shakeramento subito i due giorni precedenti! Mi sono trovata davanti a colonie di pinguini che stavano covando le uova, alcune già schiuse. Aver avuto la fortuna di poter vedere qualche piccolo pinguino è stata una delle esperienze più belle che porterò nel cuore. Iceberg talmente grandi e dalle mille forme da sembrare dei veri castelli di ghiaccio, ghiacciai a picco sul mare così grandi da far paura, mare a perdita d’occhio. Durante la navigazione ho avuto la fortuna di poter ammirare balene giocare e saltare fuori dall’acqua, tante orche, foche di Weddell e Crabeater, pinguini di Adelia, Chinstrap e Gentoo, tante specie di uccelli e lei, la Regina dell’Antartide, la foca leopardo. Un altro mio piccolo grande sogno realizzato. Se desiderate prendere parte a una spedizione in questo angolo ai confini del mondo, il periodo migliore e che vi consiglio è dicembre e gennaio, in piena estate, quando le temperature sono sopportabili, la fauna è al massimo della sua attività ed è possibile osservare anche qualche cucciolo.
Viaggiare nell’Artico significa ritrovare se stessi e cercare un equilibrio con la natura. Vuol dire comprendere l’importanza di questo mondo di ghiaccio e capire quanto è importante proteggerlo.