di Giuseppe De Pietro

L’Albergo Diffuso è uno stile di ospitalità originale eco sostenibile
ed uno sviluppo turistico del territorio.

L’Albergo Diffuso, un modello di albergo di piani bassi, che non offre solo posti letto ma la possibilità di vivere lo stile di vita di un borgo, alloggiando in case che si trovano in mezzo a quelle dei residenti, potendo usufruire di tutti i servizi alberghieri, accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti. Le camere in cui si alloggia si trovano in case che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro. Tutto ciò permette di non consumare territorio, di non cementificare, e di non costruire nuove grandi strutture a più piani.

L’Albergo Diffuso propone un’offerta non basata sulla stagionalità, dimostrando di essere un modello di sviluppo a rete, che genera filiere e che rappresenta un contributo alla lotta contro lo spopolamento dei borghi di montagna e dell’entroterra italiano.

La prima idea di Albergo diffuso nacque con l’obiettivo di utilizzare a fini turistici delle case vuote appena ristrutturate a seguito del terremoto degli anni ’70 in Friuli, e negli anni diverse Regioni si sono dotate di una normativa che possa regolarli. Oggi questo modello vanta una notorietà straordinaria se rapportata alla sua effettiva realtà, che è data da una cinquantina di strutture che hanno le caratteristiche minime per essere considerati effettivamente degli Alberghi Diffusi.

Nel 2008 l’idea dell’albergo diffuso è stata poi premiata a Budapest in occasione del Convegno “Helping new talents to grow” come migliore pratica di crescita economica da trasferire nei paesi in sviluppo, ed a questo premio hanno fatto seguito altri riconoscimenti come il WTM (World Travel Market) Global Award, a Londra nel 2010.

Gli Alberghi Diffusi sono riuniti in un’associazione, l’Adi, che ne promuove e sostiene lo sviluppo, e si trovano in varie zone della nostra penisola, dal Friuli alla Puglia, dalla Sardegna al Molise, passando per altre regioni italiane.
Io sto già andando cercarmi l’albergo diffuso per le mie prossime vacanze, e voi cosa aspettate?

In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro.
Ma l’AD è anche un modello di sviluppo del territorio che non crea impatto ambientale. Per dare vita ad un Albergo Diffuso infatti non è necessario costruire niente, dato che ci si limita a recuperare/ristrutturare e a mettere in rete quello che esiste già. Inoltre un AD funge da “presidio sociale” e anima i centri storici stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell’offerta. Un AD infatti, grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono, e alla presenza di una comunità di residenti riesce a proporre più che un soggiorno, uno stile di vita. Proprio per questo un AD non può nascere in borghi abbandonati.
E poiché offrire uno stile di vita è spesso indipendente dal clima, l’AD è fortemente destagionalizzato, può generare indotto economico e può offrire un contributo per evitare lo spopolamento dei borghi.

di Ester Ippolito 26 Settembre 2016
In vacanza la ricerca di autenticità, di rapporto con il tessuto urbano, di esperienze vere e originali, di scoperte,è oggi la molla più forte dei viaggiatori. E a questa esigenza risponde bene la formula “made in Italy” di ospitalità di Albergo Diffuso, che da tempo sta prendendo piede nel nostro paese e si sta ulteriormente sviluppando. Si tratta di una formula che ha trovato, e trova, in Italia risorse interessanti, soddisfa l’attuale trend di ricerca di autenticità e propone anche un nuovo sviluppo turistico del territorio andando a valorizzare borghi a rischio spopolamento, dando nuova vita a case semiabbandonate ridando un cuore pulsante a Borghi caratteristici. Preserva inoltre l’ambiente evitando nuove e moderne strutture ricettive senza anima, promuove il territorio circostante comprendendo in questa operazione storia, cultura, tradizioni e prodotti tipici. E non ultimo dà un forte incentivo alla destagionalizzazione.

“Albergo Diffuso è un albergo orizzontale che non si costruisce e che permette agli ospiti di vivere la vita dei luoghi, a cominciare dall’alloggio in case costruite per i residenti, non per i turisti. Le case disabitate diventano le camere di una struttura in grado di offrire tutti i servizi alberghieri, in un contesto di autenticità. Fondamentali la professionalità e competenza del gestore che deve essere capace di rivitalizzare, senza disneyficare, la cultura dell’ospitalità del luogo”. Chiare parole per definire la natura dell’Albergo Diffuso, a cura di Giancarlo Dell’Ara (2014) cui si deve questo originale modello di ospitalità che soddisfa più esigenze: la valorizzazione dei borghi a rischio spopolamento, la tutela dell’ambiente dando una spinta a un turismo sostenibile, la promozione del territorio circostante ( storia, cultura, tradizioni e prodotti tipici) e la destagionalizzazione. L’”albergo diffuso” è nato dall’idea di utilizzo a fini turistici delle case vuote ristrutturate coi fondi del post terremoto del Friuli (1976). Un modello di ospitalità messo a punto da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico, e riconosciuto in modo formale per la prima volta in Sardegna con una normativa specifica che risale al 1998. Approfondiamo questo tema proprio con Giancarlo Dall’Ara, presidente Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, ideatore e promotore di questa formula, sulla quale ha scritto puntuali pubblicazioni (Manuale dell’Albergo Diffuso, Franco Angeli), e che ci disegna lo spaccato della realtà attuale, dalla mappa geografica dell’AD alle politiche a sostegno, dagli ostacoli burocratici fino alla internazionalizzazione del progetto.

www.alberghidiffusi.it