Clara Racanelli

Abbiamo scelto cinque luoghi da visitare per trascorrere una giornata immersi nella natura alla
ricerca del frutto simbolo dell’autunno.

Archiviato il caldo estivo, l’autunno finalmente ha iniziato a fare il suo corso con le sue temperature miti e la sua carica di colori. Fra i simboli di questa stagione figura senza dubbio la castagna, frutto che gode di grande popolarità da nord a sud e che è protagonista in un’infinità di ricette. Vediamo in quali zone del nostro Paese è possibile incamminarsi alla ricerca di questa prelibatezza.

Il frutto del castagno è un achenio, è costituito da una polpa ricca di amidi e zuccheri, ricoperta da una spessa buccia coriacea, di colore marrone lucido; tra la polpa e la buccia esterna è presente una pellicola rugosa, che può penetrare all’interno della polpa (come avviene nelle castagne), oppure restare solo all’esterno (come avviene nei marroni). I marroni sono particolari varietà di castagna, apprezzate per i frutti molto grossi e per la maggiore facilità di pulitura degli stessi, che permette di mantenerli integri. Le castagne rappresentavano un tempo una fondamentale fonte di calorie e Sali minerali per molte popolazioni europee; in molte zone, la farina di castagne veniva utilizzata al posto di quella di cereali, per preparare pane, pasta, polenta. Oggigiorno le castagne vengono utilizzare decisamente meno, anche se la farina di castagne è un prodotto ancora presente sui banchi del supermercato; tipicamente, nell’Italia centrale e settentrionale, con tale farina si prepara il castagnaccio, un dolce a base di castagne e latte, cotto al forno.

Si utilizzano anche le castagne essiccate, che vengono mangiate così come sono, o spesso vengono bollite, per reidratarle, in acqua, o anche nel latte. Le castagne si mangiano anche intere, tipicamente vengono abbrustolite sulle braci, ancora munite della loro spessa buccia; prima di mettere una castagna sul fuoco, è bene praticare una incisione, altrimenti il vapore dovuto alla cottura farà esplodere l’involucro semi legnoso.

Buona parte delle castagne prodotte in Italiasono marroni, presentano una buccia liscia, percorsa da striature in rilievo, e la pellicola interna rimane completamente al di fuori della polpa; i marroni si preparano come le castagne, ma molto apprezzati sono i marroni canditi, meglio noti come marron glacé.

I castagni sono anche piante mellifere, il miele ottenuto da questi fiori è decisamente particolare, di colore bruno, cristallizza con difficoltà, ed ha un sapore molto aromatico, con una leggera punta di retrogusto amarognolo.

In Piemonte le più buone

Una regione che, tra le innumerevoli eccellenze, conta anche la castagna declinata in molteplici varietà: tra il fiume Po e il Tanaro, la provincia di Cuneo è fra i terreni senza dubbio più vocati. Non bisogna però trascurare anche la Val di Susa e il comune di Nomaglio, in provincia di Torino, dove da vent’anni è attivo un “ecomuseo” interamente dedicato alla castagna.

Castagne di Treviso

Siamo al confine con la provincia di Belluno e il Friuli Venezia Giulia. In questo territorio è possibile raccogliere il Marrone di Combai, particolare varietà che gode della certificazione Igp. Scarponi ai piedi e occhi aperti
vicino ai castagni nel caso siate di passaggio nei comuni di Cison di Valmarino, Cordignano, Follina, Fregona, Miane, Revine Lago, Sarmede, Segusino, Tarzo, Valdobbiadene e Vittorio Veneto. Questi definiscono l’areale dell’Igp.

Le strade del Castagno

Itinerario ideale che collega fra loro i territori caratterizzati da una presenza storica di castagneti, questa “strada” percorre l’Appennino situato fra le province di Modena e Bologna. Nel Modenese in particolare, gli appassionati
possono godere dei frutti di castagni secolari nei pressi Castelluccio di Montese, Fellicarolo (Fanano), Fontanaluccia (Frassinoro), Magrignana (Montecreto), Montombraro (Zucca) e Monzone (Pavullo).

Neve e castagne in Monte Amiata

Sul versante occidentale del monte Amiata, nella provincia di Grosseto, la coltivazione delle castagne è conosciuta fin del XVI secolo, periodo a cui risalgono le prime fonti riguardanti statuti e regolamenti che ne disciplinavano la raccolta. Dall’anno 2000, la castagna del Monte Amiata gode della certificazione Igp, un importante provvedimento che ha permesso il recupero di molte aree fino a quel momento abbandonate.

In Sicilia nel Parco dell’Etna

In provincia di Catania, nel comune di Sant’Alfio, si trova il Castagno dei Cento Cavalli: un albero di castagno plurimillenario dalla circonferenza e dall’altezza di ben 22 metri! La sua età ha generato un dibattito diffuso fra
gli esperti: generalmente, la datazione varia dai duemila ai quattromila anni. I primi documenti storici riguardanti questo albero monumentale risalgono invece al 1611. Quando qualcuno vi chiederà “Dove raccogliere le castagne?”, questo è sicuramente il luogo più suggestivo da indicare.