A piedi, per godere della bellezza e ritrovare l’equilibro della natura

Di Valentina Albanese

Oggi si tende a ridisegnare il settore: la standardizzazione e le grandi mete cedono il passo alle scelte di prossimità. Spinta al rilancio dei territori ed i viaggi a contatto con la natura.Un consumismo di massa, ormai consolidato, ha favorito la diffusione di una nuova tipologia di turismo, lo slow tourism. Essa rappresenta una delle risposte possibili alla ricerca di evasione dalle quotidiane esperienze di consumo. Tutto ciò che si contrappone alla freneticità, standardizzazione e superficialità della maggior parte dei vissuti urbani, oggi si riassume tout court nel concetto di «lentezza». La ricerca della lentezza come esperienza alternativa alla quotidianità si riscontra non solo in ambito turistico, ma anche in campo gastronomico – si pensi al fenomeno dello slow food e in campo urbano – le città lente. «Diviene così il concetto emblematico di una opposizione a modelli di consumo e di vita da tempo acquisiti. Focalizzando l’attenzione sul settore turistico, la riscoperta della lentezza si traduce nel desiderio di vivere l’esperienza di viaggio con ritmi nuovi. In questo caso la lentezza va intesa come una nuova gestione del tempo e un maggiore contatto con la natura, in tutte le sue forme. Questo tipo di turismo quindi evidenzia una particolare attenzione alle risorse locali e manifesta il desiderio di un coinvolgi-mento in esse e non solo, meramente, del loro «consumo». Tra le caratteristiche del turista slowsi deve infatti includere quella del rispetto nei confronti di ambiente e paesaggio; di popolazione, tradizioni e usi locali; delle tipicità gastronomiche e dei modi di vita. Il viaggio diviene lento, i luoghi si raggiungono per conoscerli, viverli, assaporarli, assimilarli e nello stesso tem-po tutelarli in quanto patrimonio di inestimabile valore; ricchezza da salvaguardare per il benessere comune. L’idea sottesa a questo nuovo modo di intendere il viaggio è la scelta di iti-nerari in grado di suscitare forti legami con il territorio, riportando in auge anche i luoghi meno conosciuti, dove le risorse naturali e culturali possono essere scoperte e riscoperte dando vita a esperienze sempre nuove. Questa tipologia di turismo può essere intesa come l’interpretazione di due tendenze che stanno caratterizzando il settore in questi ultimi anni: la visione emozionale e la sensibilità nei confronti della sostenibilità che si traduce in maggiore richiesta di «turismo verde». Quest’ultimo è da intendersi come reazione al turismo sviluppatosi nella seconda metà del XX secolo quando è avvenuto il passaggio «dai paesaggi avidamente guardati ai paesaggi sempre più modificati o gestiti» . Oggi l’idea di viaggio è molto cambiata. A dimostrare la maggiore propensione del turista verso i valori della sostenibilità, vi sono moltissimi documenti. Considerando ad esempio il rapporto Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo, scopriamo che una parte crescente di viaggiatori predilige il turismo verde, scegliendo la destinazione del viaggio in base al suo appeal naturalistico. La novità che riguarda le scelte di viaggio si riscontra anche nel canale utilizzato per effettuarle: sempre meno in agenzia o con l’aiuto dei classici tour operators, sempre più con il supporto della rete telematica. Il fenomeno che vede il web come nuovo canale di intermediazione turistica merita un’anali-si a parte. A dispetto dell’immediatezza con cui pare possibile reperire informa-zionion line, esiste una rilevante difficoltà nell’identificare le scelte: la quantità di informazioni desumibili dai social media richiede, da parte dell’utente, capa-cità non trascurabili di gestione delle informazioni. Se l’informazione è troppa, diviene ingestibile e, di conseguenza, inutilizzabile. L’eccesso di informazione, che può provocare vero disagio e smarrimento da parte di chi naviga in rete, viene sintetizzato con un termine assai efficace: da-ta smog. Le informazioni, superata una certa quantità, non contribuiscono più a un miglioramento delle conoscenze ma al contrario le peggiorano, costringendo il soggetto a effettuare una – molto complessa – operazione di setaccio, nel tentativo di selezionare i dati rilevanti. Spesso, in definitiva, nonsiamo in possesso di conoscenze sufficienti per discernere le notizie false, o po-co credibili, da quelle vere, tra tutte quelle che rintracciamo on line. Se ciò, dal lato della domanda (utenza), implica un notevole dispendio di tempo per rintracciare, selezionare, verificare e gestire i dati, dal lato dell’offerta, invece, comporta il rischio di un danno di immagine nel caso dell’immissione.

Slow tourisme nuovi media rete di notizie false. Da ciò discendono tutte le conseguenze del caso, cui è in-dispensabile porre rimedio. Per gestire in rete l’immagine di un prodotto (turisti-co, in questo caso) e i relativi commenti, è divenuto ormai necessario possedere una buona conoscenza dei nuovi mediae delle dinamiche che intercorrono nel-la comunicazione on line.Per far meglio comprendere i tratti veramente innovativi e le peculiarità dello slow tourism, nella prima parte di questo contributo se ne chiariscono le caratteristiche, mettendone in risalto la relazione con l’aspetto emozionale. Nella seconda parte verrà trattato l’elemento di maggiore novità legato a questo nuovo segmento, cioè il forte legame tra esperienza di viaggio e mondo virtuale. Nonostante l’interesse crescente nei confronti della conoscenza attraverso i sensi possa apparire in netto contrasto con la realtà virtuale, notiamo che le nuove tecnologie stanno ritagliandosi un ruolo di rilievo nel turismo esperienziale o slow tourism. Esse infatti, attraverso modalità diverse, sono in grado di amplificare ed arricchire le possibili esperienze che si sviluppano fra turista e meta del viaggio. Saranno poi indagati i meccanismi di domanda e offerta turistica generati on line che, dai risultati di diverse ricerche internazionali, appaiono sempre più numerosi e condizionanti.Genesi di un fenomeno nuovo: dal marketing esperienziale al turismo slow.–Lo slow tourism articola in sei direzioni: tempo, lentezza, contaminazione, autenticità, sostenibilità, emozione. Più precisamente, la dimensione temporale riguarda gli operatori turistici che decidono di spendere del tempo per migliorare la qualità della loro offerta. La lentezza riguarda la richiesta, la costruzione, la promozione e l’offerta di servizi e prodotti per questo nuovo tipo di turismo.Contaminazione, ovvero la capacità di apertura del sistema di offerta allo scambio e all’arricchimento delle località e delle strutture creando dei sistemi turistici integrati. Autenticità, in linea con le richieste nuove dei turisti slow, significa pre-servare ed esaltare le caratteristiche peculiari dei territori a discapito di servizi e strutture omogenee indifferenziate, eredità di un turismo di massa cui per molti anni siamo stati abituati. Sostenibilità, linea guida imprescindibile di ogni nuova politica settoriale, come è ovvio attiene al contenimento dell’impatto ambientale provocato dall’attività turistica. Emozione, fulcro dello slow tourisme delle richieste dei nuovi turisti, è la capacità di fornire delle esperienze uniche e irripetibili. Se a questa tendenza nuova di ricerca dell’emozione e di personalizzazione dell’esperienza, abbiniamo l’utilizzo delle nuove tecnologie anche durante lafruizione della vacanza, otteniamo un concetto di viaggio radicalmente nuovo. Ma ciò che caratterizza maggiormente lo slow tourism sono gli aspetti, tra lo-ro complementari e forse anche consequenziali, della sostenibilità e dell’esperienzialità. L’attenzione ormai sempre più estesa alle tematiche ambientali caratterizza questo segmento turistico che accoglie, tra i suoi fruitori, individui particolarmente sensibili nei confronti di questo aspetto. Questo elemento viene confermato da Suntime Magazine che individua, tra i suoi elementi maggiormente caratterizzanti, una sensibilità manifesta nei confronti della sostenibilità e delle soluzioni ecocompatibili o, più semplicemente, eco-friendly durante il viaggio. Collocato lo slow tourism entro questo quadro generale, ci spostiamo ad ana-lizzare più approfonditamente l’altro aspetto fondamentale che maggiormente lo caratterizza: la visione emozionale e lo sviluppo che questa riesce ad avere grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. Quest’abbinamento tra sfera sensoriale enuove tecnologie può inizialmente apparire forzato per il contrasto tra l’emozione, quindi l’esperienza e il vissuto del mondo virtuale che spesso leghiamo a una percezione non reale, e quindi non troppo coinvolgente, delle situazioni intorno a noi. Tuttavia, il mondo virtuale, in questo caso, si pone proprio a servizio della sensorialità. Lo fa con diverse applicazioni per telefonia mobile che hanno lo scopo di arricchire i campi di esperienza durante il viaggio. La nascita del turismo lento, il turismo delle emozioni, va colta di pari passo con l’evoluzione delle identità contemporanee cui fa fronte una risposta di marketing che inizia a caratterizzare molti settori del mercato internazionale.Queste nuove tendenze, sono in linea con l’inquadramento dell’individuo». Così come un liquido non ha forma propria, tende a scorrere, a sfuggire, anche l’epoca contemporanea è «liquida». Tutto intorno a noi ha carattere di temporaneità e fugacità. L’individuo contemporaneo è in continuo movimento e mutamento e, in questo suo fluire, non si preoccupa di fermarsi abbastanza permettere radici, coltivare relazioni, né tantomeno si preoccupa di restare fedele alle sue opinioni o visioni del mondo. In questo quadro l’individuo liquido diventa la vittima perfetta del marketinge ancor più del marketing emozionale: egli rappresenta la personificazione del consumismo, aggiorna gusti e preferenze man mano che si aggiornano i prodotti di consumo e in base alle sensazioni che se ne possono trarre.Alla stregua di ogni altro bene o processo di consumo, anche il turismo in epoca contemporanea si assoggetta a queste logiche di mercato basate sulla novità, sulla necessità di vivere un’esperienza non classificabile, che sia del tutto personale e il più possibile unica.Nel mondo manageriale e del marketing è cambiata la prospettiva con cui siguarda all’individuo. L’individuo liquido non è solo un’elaborazione teorica pro-pria della sociologia, ma viene accolto, più in generale, come nuovo identikit del consumatore attuale. Anche il mercato dunque guarda all’individuo seguendo la prospettiva esperienziale. Le scelte dei consumatori vengono effettuate sempre meno in base a dei calcoli razionali e sempre più sulla scorta di fattorilegati all’emozione e all’esperienza. Il consumatore contemporaneo, in linea conle caratteristiche prima tracciate, non è più attratto dal bene di consumo in sé; piuttosto, egli assume come fondamentale la prospettiva esperienziale.

Slow tourisme questa tipologia di consumo è l’interazione tra il consumatore e l’ambiente in cui avviene il processo di consumo e con cui aumenta il desi-derio di reciprocità. Gli individui contemporanei sono sempre più animati dalla ricerca dell’autentico, anche quando ciò che si offre è un servizio edonistico finalizzato al divertimento, esso deve essere percepito come autentico per poter essere accettato dal consumatore.Gli individui utilizzano il mercato per cercare di costruire una propria identità, frutto di vissuti personali e momenti irripetibili. Per questo motivo il loro fi-ne è quello di vivere una molteplicità di esperienze diverse, corrispondenti ad identità diverse, a molteplici immagini di sé stessi.Il marketing esperienziale discende da questa serie di riflessioni e si concretizza nel tentativo di non vendere solo il prodotto, ma anche l’esperienza a essocollegata. Il focus passa così da un’economia di prodotto a un’economia basata sull’esperienza. Come accade per la maggior parte dei beni fruibili, anche il turismo utilizza questo approccio soprattutto nella sua accezione slow. Il turista è alla ricerca delle emozioni e delle sensazioni che le diverse destinazioni possono suscitare ele aziende turistiche o le destinazioni di viaggio diventano «fornitori» di emozio-ni ed esperienze. Non si vendono più solamente strutture ricettive e servizi, masi vende la tipicità del cibo, delle tradizioni, del luogo. La destinazione di viaggio si pone sempre di più come un messaggio culturale.Nella concezione di turismo lento, il viaggio è soddisfacente se consente al turista di instaurare una relazione, seppur breve, con il territorio. Egli infatti è interessato alla dimensione tangibile del viaggio quanto a quella intangibile. Non acquista solo il prodotto o servizio, ma acquista anche l’esperienza che ne puòtrarre. Non è solo razionale nelle sue scelte d’acquisto, è motivato anche da fat-tori emotivi, è alla ricerca di esperienze d’acquisto e di consumo che siano coinvolgenti e piacevoli. L’esperienza è un ampliamento dell’offerta che si aggiunge a commodities, beni e servizi ed è un evento memorabile che coinvolge sul piano personale il consumatore. In questo fenomeno turistico nuovo giocano un ruolo di primo piano i social networks, ma anche i blogs e le applicazioni per mobile, che hanno cambiato leattese degli utenti. L’individuo è diventato il protagonista delle informazioni e, al tempo stesso, è il protagonista delle scelte. Al successo dei social networks ha concorso la somma di due aspetti: da un lato l’esigenza di sentirsi uguali a un gruppo per rafforzare il proprio senso di appartenenza e d’altro lato la necessità di stinguersi all’interno della community, affermando continuamente la propria personalità. Ciò avviene proprio tramite il racconto continuo, alla Rete, della propria vita, delle proprie scelte e delle proprie preferenze. Le radici della nuova tendenza emozionale che sta coinvolgendo il mercato turistico sono quindi individuabili nel quadro generale appena tracciato. Esse sono il risultato comune di approcci sociologici e di mercato, innovativi e integrati, che puntano nella stessa direzione e, modificando in generale i comportamenti di consumo, inva-dono e modificano anche il settore turistico.In questo contesto nuovo, le reti non sono mai del tutto piatte. Possono ave-re nodi, noti come influencers, maggiormente persuasivi rispetto ad altri. Gli studi sui networks suggeriscono che parecchie piattaforme se-guono una legge del potere, dove molti nodi hanno pochi collegamenti e pochinodi ne hanno molti. Applicando questa osservazione ai social networks turistici, possiamo concludere che quelli maggiormente frequentati stimolano forti dinamiche imitative alla stregua di un messaggio promozionale che però risulta ancora più credibile in quanto proviene dal basso, dal consumatore stesso. Il passaparola in rete è un meccanismo davvero potente: consente di ottenere in tempi brevi e a costo zero risultati che sarebbero impensabili anche con dispendiose campagne pubblicitarie di tipo tradizionali. I social network turistici rappresentano in definitiva la forma contemporanea del passaparola. Proprio la loro intrinseca natura li rende un luogo in grado di generare identificazione e imitazione. Il passaparola, generato dai commenti expost on line, è così importante perché è un processo sociale in cui, attraverso narrazioni, si scambiano informazioni e si realizzano identificazioni. Buona parte delle nostre scelte è, più o meno consciamente, influenzata, o addirittura costruita, attraverso questo tipo di messaggi informali. Sempre più si manifesta l’attitudine a ricorrere all’esperienza di altri sulla base della fiducia. Gli altri, con la loro diretta esperienza, ci suggeriscono che possiamo fidarci, che avremo un buon servizio, che troveremo un’eccellente accoglienza o un interlocutore professionale, un prodotto affidabile e così via.
Da ciò deriva l’evidente, enorme potere di influenza della Rete. La comunicazione all’interno di un social network turistico è persuasiva perché l’argomento di cui si scrive favorisce l’attenzione su tutto ciò che può essere messo in relazione al tema centrale: il viaggio. I social networks per il settore turistico rappresentano una sorprendente fonte di dati a disposizione di chi è in grado di raccogliere, analizzare e utilizzare le opinioni espresse. Esistono diverse tecniche per l’analisi delle pagine web che consentono di monitorare i contenuti dei dialoghi in Rete relativamente a una determinata destinazione o servizio turistico (dai trasporti all’attività ricettiva fino ad ogni singolo servizio o risorsa territoriale. Migliore sarà la capacità di analiz-zare questo genere di dati, maggiore sarà il vantaggio che ciascuna destinazione potrà trarne cercando di sfruttare a proprio vantaggio i commenti come se fosse-ro dei veri e propri manifesti pubblicitari moderni. Nuovi strumenti per amplificare un’esperienza. – Nello slow tourism ritroviamo questi processi di scelta nuovi e l’elezione dell’esperienza personale come affermazione dell’identità.

Slow tourisme nuovi media. In questa era della condivisione, a volte esasperata, del proprio vissuto, la tecnologia mette a disposizione nuove piattaforme e un raffinato sistema di gui-de multimediali che gli utenti possono personalizzare secondo i propri gusti. Anche i videogiochi si sono adeguati a questa tendenza e hanno creato dei per-corsiad hocche consentono al giocatore di viaggiare virtualmente. Dunque quella che potrebbe apparire una opposizione, come si accennava in precedenza, tra slow tourisme nuove tecnologie, è invece una convergenza.Più il turismo si fa lento, più le tecnologie lo supportano. Il bisogno di rendere unico il proprio viaggio, di sapere che sia esattamente la combinazione dei gusti personali, porta l’utente a richiedere ancora di più il supporto tecnologico, a vol-te anche solo nella fase decisionale, a volte in ogni momento del viaggio, dalla prenotazione al commento ex post. L’interazione tra visitatore e città anche gra-zie all’avvento delle nuove tecnologie, è sempre più importante nell’ottica di un turismo creativo che alla velocità della fruizione digitale unisce la profondità del-l’esperienza umana. E così si moltiplicano le esperienze innovative in tal senso.È proprio per assecondare questa smania di unicità dell’esperienza turistica che conquista un ruolo di primo piano il viaggio sensoriale, l’unico in grado direstituire la sensazione dell’inedito e dell’irraggiungibile cui si anela quando si parte. Esistono moltissime applicazioni per mobile in grado di semplificare la comparazione, la prenotazione e la fruizione di servizi e mete turistiche, ma so-no molte meno quelle in grado di amplificare e arricchire l’esperienza di viag-gio. Le più importanti, perché più innovative.

A conclusione del viaggio, il feedback on line è ormai considerato una vera e propria risorsa per la struttura o la località tu-ristica in quanto sarà condizionante per le prossime decisioni di spostamento dinuovi turisti. Le fasi del viaggio, a partire da quella decisionale, si svolgono dunque secondo le regole del Web 2.0. Si tratta di regole di interazione, di scambio e di condivisione delle informazioni. Se prendiamo in considerazione i siti e, più nello specifico, i blogs turistici, le regole di cui si è appena detto fungono da ve-ro e proprio «pannello di controllo» dell’attività di tutti gli operatori che hanno un’attività concernente il turismo: le compagnie aeree come gli alberghi, i ristoranti come le località, le agenzie di viaggio come i tour operators e così via. L’utilizzo delle applicazioni per mobile in grado di amplificare l’esperienza diviaggio è in ascesa. Esistono alcuni casi in cui il viaggio rappresenta un momento di distacco totale dal mondo virtuale, come nel caso del turismo dell’olfatto o delle de-tech holidays. Tuttavia, in generale, la rete e le applicazioni turistiche per mobile restano il canale privilegiato per l’organizzazione del viaggio e per il racconto della propria esperienza.

Setacciare le informazioni on line. –La questione del data smog è rilevante in questo contesto perché, come detto, le decisioni di viaggio vengono effettua-te sempre più on line. Internet consente l’accesso a una mole pressoché infinita di informazioni e la scelta degli utenti è sicuramente parziale. Essa è anche mol-to influenzata dalla capacità che, a monte, località o servizi turistici hanno di posizionarsi bene on line. Un tale posizionamento, ad esempio, può consistere nel comparire nelle prime due pagine del motore di ricerca Google.Il turismo è una fonte molto importante per la valorizzazione territoriale. Alfine di sfruttarlo come risorsa per lo sviluppo, le località devono competere an-che in rete, cercando di farsi scegliere, promuovendo la loro immagine con l’impiego delle nuove logiche di comunicazione orizzontale di questo medium.Visto il crescente utilizzo dell’e-commerce per il settore turistico e l’influenzabilità degli utenti in base ai commenti espressi nei diversi social networks, la cor-retta presenza on line costituisce oggi, per i territori, un importante vantaggio competitivo.Il primo viaggio è quello in rete. Prima di intraprendere una decisione di viaggio, un numero crescente di potenziali turisti cerca informazioni nel web.Il settore turistico in effetti possiede caratteristiche strettamente collegate all’aspetto informativo e comunicativo. Per questo, proprio a causa della mole di informazioni disponibili on linee della loro immediata fruibilità, le dinamiche di scelta del viaggio, dalla fine degli anni Novanta in poi, hanno subito un cambia-mento radicale. Gli individui hanno accesso a un patrimonio di informazioni smisurato, enon si tratta solo di questo. La Rete non solo raccoglie e rende disponibili i dati, ma fornisce anche servizi legati al settore turistico quali la prenotazione e l’acquisto: servizi che, una volta, erano esclusivo dominio delle agenzie di viaggio e dei tour operators. pone come nuovo intermediario per l’acquisto di un viaggio, avvantaggiato dalla enorme quantità di informazioni disponibili e confrontabili per gli utenti, arricchite da preziosi commenti di altri internauti. Dall 2010 in poi un italiano su due ha deciso di acquistare il proprio viaggio on line.Questi dati divengono ancora più significativi se si prendono in considerazione paesi in cui internet è fortemente diffuso, come Gran Bretagna, Germania, Francia, o paesi in cui è molto elevata la capillarità della rete, come la Danimarca ola Norvegia, e in cui l’argomento turistico risulta essere tra i più cliccati e tra ipiù acquistati attraverso l’e-commerce.A proposito di e-commerce: in Italia il settore turistico annovera il 43% delle transazioni che avvengo-no in rete. Oggi la maggior parte delle strutture alberghiere possiede un blog, una pagina su Facebook un sito e quasi la metà di esse rice le prenotazioni di-rettamente sulla pagina webmentre in altri paesi, tra cui vanno citati soprattutto i Paesi Bassi, le prenotazioni on line salgono quasi al 90%.

Internet è usato sempre più di frequente anche da musei e siti di interesse culturale per la prenotazione dei biglietti d’ingresso. Questa serie di informazioni, oltreché confermare una percezione piuttosto generalizzata del potere di in-ternet e dell’e-commerce, ci conduce a un’altra riflessione: nonostante la mole di dati e la difficoltà di discernimento tra di essi, gli individui preferiscono sempredi più la rete. Il motivo di questa preferenza è dovuto alle infinite possibilità discelta e, molto probabilmente, alla capacità di reperire maggiori sconti sulle de-stinazioni volute, principalmente approfittando di offerte last minute.Gli utenti internet non utilizzano più la rete solo per reperire informazioni ocome mezzo di comunicazione e svago, bensì si stanno sempre più evolvendoin acquirenti mediante e-commerce, trasformandosi in un interessante gruppo target cui gusti possono essere analizzati e studiati a vantaggio di un’offerta sempre più specifica., il problema non consiste nella ricercadi due alternative che possano ritenersi equiparabili, bensì in una infinità di scelte a volte anche difficili da confrontare. Queste scelte si aggrovigliano tra lo-ro rendendo il processo decisionale estremamente complesso e sempre menorazionale . Le preferenze che si manifestano con l’acquisto non si formano più esclusivamente in riferimento ai gusti individuali, che rimangono un elemento fonda-mentale nell’espressione di una preferenza, ma anche in relazione all’orizzontedelle opportunità di scelta. In altre parole, quando scegliamo, ci costruiamo unmondo di scelte possibili strettamente collegate alla nostra dimensione sociale. Internet muta la relazione tra informazione e conoscenza: se è vero che un’informazione resta all’interpretazione e al setaccio di chi la utilizza, essa è an-che costruita e diffusa on line dagli stessi fruitori. Si genera così un soggetto am-bivalente che, contemporaneamente, crea e richiede dati. In questo modo ciascu-no ha la possibilità di arricchire le notizie on lineche, in una spirale senza fine,aumentano quotidianamente a tassi esponenziali. Per ottenere una valida rispostaalle ricerche in Rete, l’utente deve solo saper formulare le giuste domande: il pre-supposto fondamentale per orientarsi nel mare magnum del webè la conoscen-za. Tramite una conoscenza non banale dell’argomento d’interesse, l’utente puòformulare domande coerenti e ottenere delle risposte raffinate. In caso contrario,a domande banali corrisponderanno senza dubbio risultati di basso valore. Unbuon risultato, infatti, non è scontato proprio a causa della questione dell’eccessodi informazioni e alternative. Del resto, in ogni settore del consumo abbiamo difronte una quantità illimitata di referenze e una gamma di scelte talmente vasta da rendere impossibili parametri comparativi di qualche utilità. Così nasce il paradosso: la scelta esercita (sugli internauti, nel nostro caso) un forte fascino e, nel contempo, scegliere comporta la preoccupazione di cadere in errore. L’aumento delle possibilità esaspera la sensazione che potremmo navigare ancora per recu-perare alternative più convenienti.