https://www.suntimemagazine.com/

di Giuseppe De Pietro

 

 

Suntime Magazine vi accompagna in un viaggio dentro i profumi, i sapori e le antiche tradizioni della Calabria. Fatevi trasportare in un percorso olfattivo e sensoriale, il profumo della ginestra sulla roccia, insieme all’Associazione Asfalantea, parteciperete alla giornata del pane. Visiterete la città di pietra di Zungri, insediamento Rupestre degli Sbariati.
Zungri, piccolo borgo antico del vibonese, il cui nome deriva dal termine greco tsougkrì, ossia collina, con probabile riferimento all’altopiano del Poro. L’area era già popolata in epoca preistorica con continuità magnogreca e romana. Elementi di natura geo-storica consentono di ipotizzare che l’abitato vero e proprio si sia formato tra il XII e il XIV secolo dall’evoluzione dell’antico Insediamento Rupestre degli Sbariati, con le tipiche case-grotta scavate nella roccia viva. Fino al 1806 Zungri segue le vicende feudali di Casale di Mesiano.

Zungri sorge ad un’altura di 570 metri circa s.l.m. La sua fondazione si pensa sia dovuta, come per Zaccanopoli e Zambrone, agli abitanti di Aramoni, città del Poro che non esiste da secoli, i quali si rifugiarono anche in questo luogo dopo che furono perseguitati dall’Imperatore Carlo II d’Angiò. Tuttavia insediamenti basiliani erano presenti, con ogni probabilità, anche prima, e sono state inoltre rinvenute sul territorio comunale tracce di popolazioni ancora più antiche. Va inoltre detto che, ultimamente, l’ipotesi che Zungri sia stata fondata dagli abitanti di Aramoni pare essere stata smentita. Quanto al nome,  Zungri significherebbe roccia, dirupo o qualcosa di simile. Il suo primo nome sembra essere stato Asfalanteo, cioè terra delle ginestre. E’ ricavata nel cuore del Monte Poro, in uno degli angoli più suggestivi del vibonese, la “Città di Pietra” di Zungri.

L’insediamento rupestre di grande fascino e unico in Calabria la cui realizzazione, secondo gli esperti, dovrebbe risalire al periodo bizantino e medievale, sorge a pochi chilometri da alcune delle principali mete turistiche del Tirreno calabrese: Tropea e da Capo Vaticano.
Sono oltre cinquanta le grotte scavate nella roccia e, nel loro insieme, coprono una superficie di circa 3000 metri quadri, articolata su più livelli in corrispondenza dell’ampio costone roccioso. Questo villaggio, detto degli “Sbariati” (da sbandati o fuggiaschi che era l’appellativo dato a quanti lo costruirono). Un piccolo gioiello urbano che si caratterizza, oltre che per le soluzioni architettoniche che presenta, anche per la suddivisione degli spazi tra aree abitative e ambienti destinati alle attività produttive alle quali gli abitanti si dedicavano. Esemplari sono, in questo senso, un palmento per la produzione del vino e un opificio per la produzione della calce, la “calcara”. Particolare è anche il sistema idrico di cui l’agglomerato era dotato e che consentiva lo sfruttamento e l’utilizzazione razionale, quasi da ingegneria idraulica, della risorsa acqua in un territorio da sempre ricco di sorgenti ed è situato a qualche chilometro da Tropea, nella Costa degli Dei.

 

A Zungri è un luogo in cui gli orologi praticamente non esistono e tutto è fermo a com’era una volta. A com’era in un passato lontanissimo. Ma qual è la sua particolarità?
Zungri è una città di pietra. Questo paese deve la sua fama ad un villaggio rupestre che fa di questa località del versante tirrenico calabrese un luogo tutto da scoprire. Ormai ufficialmente ribattezzato villaggio rupestre degli Sbariati, risalirebbe orientativamente all’età bizantina. La datazione sarebbe stata resa possibile dai silos che lo compongono e che testimonierebbero, in maniera piuttosto chiara, che questi ambienti antropizzati fossero in qualche modo funzionali alla vita della comunità che si stabilì in questa area.

Il villaggio rupestre occupa un’area di quasi 3.000 metri quadri e si sviluppa su più livelli, arrampicandosi su un costone roccioso. Sono 500 le case-grotta che ne fanno parte e che si affacciano sulla valle attraversata dal torrente Malopera. Un’altra zona nevralgica che, secondo quanto scoperto dagli storici che hanno studiato l’insediamento, veniva sfruttata dagli abitanti del villaggio per coltivazioni e attività molitorie.
A livello strutturale, questa città di pietra ha una conformazione semplice e lineare: una scalinata scavata nella roccia attraversa tutti i livelli che compongono il villaggio, permettendo così di accedere alle varie grotte dislocate lungo il costone. Le case-grotta, invece, sono tutte diverse l’una dall’altra: alcune sono composte da un ambiente unico, altre da più vani, sia disposte su un piano unico che su due livelli.
È quello che è possibile ammirare all’interno delle grotte di Zungri, tuttavia, a fornire al visitatore maggiori informazioni circa lo stile di vita e le abitudini delle popolazioni rupestri che hanno dato vita a questo straordinario insediamento nel cuore della Calabria. Le nicchie scavate nella roccia, dentro le cavità delle grotte, fanno pensare che quegli spazi venissero sfruttati come dispense e ripostigli, oppure come giacigli.

Gli archi e le aperture quadrangolari che adornano l’ingresso di alcune di esse, invece, sono prova evidente del fatto che gli uomini che vivevano tra quelle mura avvertissero l’esigenza di decorare in modo unico ed originale la propria dimora. Stupisce, ancora, il modo in cui si siano ingegnati per sfruttare al meglio le risorse idriche concesse loro in dono da Madre Natura: sia all’interno che all’esterno delle abitazioni, furono abili a creare degli utilissimi canali di collegamento tra vasche e canalette, facendo in modo che l’acqua piovana convogliasse direttamente in un vano preciso della grotta.
Un sito che dà la possibilità di viaggiare a ritroso nel tempo, dunque, ma anche di scoprire in che modo l’uomo si sia evoluto grazie alle sue scoperte e innovazioni. E per chi volesse entrare ancor più nel merito della storia delle popolazioni rupestre, il Museo della civiltà rupestre e contadina di Zungri custodisce reperti e segreti che garantiscono al visitatore un’esperienza interattiva irripetibile.

L’Associazione Asfalantea di Zungri riprende i vecchi metodi di lavorazione del pane e del sapone. Ospita gruppi, scuole primarie, medie e superiori nella località Raìsina per trascorre una piacevole giornata in campagna. Si prosegue con l’escursione alle grotte rupestri del XII secolo, con la visita
al museo della civiltà contadina, al suggestivo centro storico ed alla grotta della Madonna di Lourdes.

 

DA VEDERE
E il mondo della Città di Pietra di Zungri si riflette negli spazi dell’adiacente Museo della Civiltà Rupestre e Contadina dove si trovano centinaia e centinaia di reperti. Aspetti del background contadino di questi luoghi e di cui oggi si è smarrito ogni ricordo. Tra i principali punti d’interesse da visitare, Casa Baronale Pisani; diverse chiese tra le quali la Chiesetta della Madonna di Lourds e Madonna della Neve; l’antica Villa Romana nota come “Grotta di Trisulina”.Nel territorio di Zungri vi è un interessantissimo insediamento rupestre un centinaio di grotte e abitazioni particolari nel raggio di 3 km, chiamate grotte “degli sbariati”, risalenti a circa mille anni fa, tra loro collegate, che rappresentano una delle mete obbligate per coloro che intendono visitare l’entroterra della provincia di Vibo Valentia. Esse lasciano il visitatore letteralmente stupito e affascinato nello scoprire come viveva un’antica civiltà rupestre. Le chiese zungresi da visitare sono le seguenti: il Santuario della Madonna della Neve; la chiesa della Madonna del Rosario; la grotta della Madonna di Lourdes; la chiesa parrocchiale di San Nicola; la chiesa di San Pantaleone (nella frazione Papaglionti). Ha un suo fascino la frazione Papaglionti che, nel corso degli anni, si è letteralmente svuotata soprattutto a causa di un alluvione degli anni ‘50. Colpisce, all’entrata di questo paesino, l’antico calvario del 1600 e, nel centro abitato, alcune abitazioni che conservano le fattezze originarie (tra queste il Palazzo di Francia, residenza signorile del ‘700 e la “Grotta di Trisulina”, un’antica casa romana situata su una collinetta). Nel territorio comunale sono presenti anche i ruderi di antichi mulini. Per gli amanti dei picnic nel Comune di Zungri vi è un laghetto immerso in uno spazio verde ben curato. In una delle grotte presenti sul territorio zungrese è stata rinvenuta un’effigie di Cristo con le braccia protese in avanti.
Rientra nel territorio di Zungri il bellissimo bosco chiamato Milìa, il più esteso bosco del Poro.
Nel Santuario della Madonna della Neve è custodito un quadro di inestimabile valore del XVI secolo dipinto, forse, da Mattia Preti. È una copia libera e variata della “Piccola Sacra Famiglia” di Raffaello, dipinto che si trova al Louvre di Parigi.

FESTE RELIGIOSE
La festa principale della gente di Zungri, e quella in onore alla Madonna della Neve, che si celebra i primi giorni di agosto. Un’altra festa importante è quella dedicata alla Madonna del Rosario, ad ottobre. Commovente ed emozionante è l’”Affruntata” nel periodo pasquale, evento tipico della tradizione religiosa calabrese, rievocazione dell’incontro tra la Madonna e Gesù Risorto. Nell’ottava del corpus Domini vi è poi l’infiorata durante la quale viene composto un tappeto di petali di fiori lunghissimo, che va dalla chiesa parrocchiale fino al Santuario della Madonna della Neve.

PRINCIPALI EVENTI TRADIZIONALI
Durante l’anno, soprattutto in estate, a Zungri vengono organizzate tante interessanti manifestazioni. Rinomato è l’“Agosto Zungrese” che comprende numerose iniziative tra cui: lo “Sbariati Festival” (evento che racchiude la sagra della melanzana); la Festa dei giovani (iniziativa comprendente una sagra gastronomica e intrattenimento musicale); la cosiddetta “Serata Brillante” (solitamente con la Compagnia Teatrale Cariese) ; l’importante e partecipata Sagra della patata .

LA GIORNATA DLE PANE
L’avvio dalla lavorazione del pane che viene eseguita dalle massaie secondo l’antico procedimento e con l’utilizzo di un lievito madre tramandato di famiglia in famiglia da più di 80 anni. Prenderete parte a tutte le fasi di lavorazione e di preparazione del pane. Mentre il pane è lasciato a lievitare, i partecipanti potranno visitare l’Insediamento Rupestre delle Grotte di Zungri. Al di sotto dell’antico complesso la suggestiva veduta panoramica della Vallata degli Sbariati e del complesso ambientale del Poro. La Comunità Asfalantea provvede a tutte le attività di accoglienza e dimostrazione formativa delle lavorazioni tipiche della cultura contadina.
Il pane in Calabria è un’antica tradizione, in questa regione, infatti, esiste ancora il “pane di casa“, quello prodotto all’antica maniera, genuino, friabile, profumato che può gustarsi anche appena sfornato, viene esportato in tutta Italia.

Il processo produttivo del pane tradizionale rappresenta l’incontro tra la civiltà contadina e la magia della natura, la lievitazione attraverso l’utilizzo del lievito naturale simbolicamente emula un processo di creazione biblica. Il pane casareccio calabrese non ha rivali è un fiore all’occhiello della Calabria. Preparato coi più dettagliati accorgimenti dalla scelta delle materie prime, al tipo e qualità di cottura, e con una accurata maestranza il buon pane casareccio tipico racchiude un’aromatica, gustosa e genuina fragranza.
La sua particolarità è la lunga lievitazione naturale, la tradizione vuole che le massaie calabresi impastassero il pane la sera e facendolo lievitare tutta la notte sotto calde coperte di lana, al mattino si alzavano presto per preparare il forno a legna che deve ardere per circa un’ora e trenta per acquisire il calore necessario a cucinare iL pane. Prima di infornare il pane viene provato il calore del forno facendo croccanti frese e biscotti. Ancora oggi sono fiorenti le attività artigiane e commerciali che lo producono con antiche metodologie. Proposta di prodotti di stagione della cultura contadina.

I zungresi sono molto fieri e molto attaccati alle tradizioni, soprattutto quelle religiose. Una di queste, molto bella, che vogliamo ricordare riguarda la cosiddetta “erba dell’Ascensione” la piantina  viene sradicata nel mese di maggio e posta in capo al letto, essa non muore, ma rifiorisce.

(Informazioni +393293863089). Programma valido dal 15 marzo al 25 ottobre e per un giorno alla settimana (domenica), salvo condizioni climatiche avverse.

https://www.facebook.com/Asfalantea/