di Giuseppe De Pietro

La Val di Non si dedica alla magia della raccolta. Di questo rito che unisce oltre 5mila famiglie abbiamo parlato con Paolo Gerevini di Melinda

In Trentino ogni anno c’è un momento magico. È il tempo della raccolta delle mele, quando i colori dell’autunno si fondono con il lavoro di un’intera vallata e l’impegno di oltre 5mila famiglie si trasforma in dolci frutti da raccogliere con le mani. Di questo rito, fatto di tradizione e gesti misurati, abbiamo parlato con Nicola Magnani, responsabile grande distribuzione del Consorzio Melinda che ci ha raccontato di atmosfere e tradizioni in Val di Non. “Ritrovarsi per la raccolta – ha spiegato – significa cogliere in un mese il frutto del lavoro di tutto l’anno. È dunque un momento di particolare bellezza per i soci Melinda, ma non privo di tensione poiché la sua buona riuscita è strettamente legata all’andamento del clima”.

La raccolta in Val di Non è anche e specialmente un rito sociale. Come spiega Magnani “in questo periodo ogni frazione s’ingrossa di dieci volte accogliendo i lavoratori stagionali che, come di consueto, vengono ospitati dagli agricoltori in base alla dimensione dell’azienda”. Si tratta di lavoratori provenienti in larga parte dell’Europa orientale, ma ormai di casa nelle valli dove da anni partecipano alla raccolta. Protagonista dell’autunno è un intero bouquet di mele. La prima varietà a finire nei “cestini” è la Gala, seguita dalle tre specialità che hanno conquistato il marchio Dop: Renetta Canada, Red delicious e Golden delicious. Con quest’ultima è raccolta anche l’Evelina. Mentre a chiudere il tempo delle mele sono le Fuji nella seconda metà di ottobre.

Ma cosa resta oggi di questa tradizione ormai storica? “Certo – chiarisce Magnani – la produzione negli ultimi vent’anni si è ampliata di molto e, grazie agli impianti odierni, le realtà agricole sono vere e proprie aziende. Tuttavia, il fascino che avvolge ogni raccolta è ancora vivo. Nei meleti i gesti non sono cambiati: è sempre la mano dell’uomo a staccare la mela dall’albero”. Un’atmosfera da toccare con mano durante la festa di Pomaria che, ogni ottobre, è ospitata a turno dai comuni del territorio. La manifestazione permette a tutti di immergersi nell’incanto dell’autunno trentino e nelle sue tradizioni fatte di mele da raccogliere e rispetto per il territorio.

Gerevini, ha maturato importanti esperienze manageriali nel settore agro-alimentare e specificamente in Barilla, nel gruppo Conserve Italia (Valfrutta, Yoga, Derby, Cirio) e, per ultimo, nella azienda Pizzoli spa. “Non posso che essere felice di poter far parte di un’azienda come Melinda” – dichiara Paolo Gerevini –“La sfida sarà quella di rendere ancor più sostenibili le produzioni di Melinda, una sostenibilità che premi il lavoro dei soci frutticoltori dal punto di vista economico e che contemporaneamente consideri sempre più rilevanti gli aspetti ambientali e sociali delle produzioni. Colgo l’occasione per ringraziare La Pizzoli nella persona dei suoi AD, i Signori Ennio e Irnerio Pizzoli e la azienda tutta per la fiducia accordatami in questi tre ultimi intensi e bellissimi anni e per i risultati conseguiti insieme”.

 

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