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di Clara Racanelli

Al Palazzo Bonaparte a Roma dal 14 luglio 2022 ospita un’ampia retrospettiva dedicata al grande Maestro della pittura a olio della Cina contemporanea Han Yuchen con la mostra Tibet, splendore e purezza. Il Tibet, la sua gente, i suoi paesaggi, la sua anima. Un’immersione nella bellezza naturale e spirituale del Tibet, il “Tetto del mondo”, ma anche una galleria di ritratti di chi quell’immenso altopiano lo vive. “per aver rappresentato, attraverso immagini pittoriche di grande potere evocativo, la vita, le tradizioni, la natura e le suggestioni di diverse aree culturali della Cina. Nel corso del suo lungo viaggio fra arte e poesia percorrendo molte strade, da Jilin a He Bei, da Beijiing a Lhasa, Han Yuchen ha colto e interpretato la memoria di un passato millenario coniugando il disegno a inchiostro e la calligrafia di tradizione cinese con la pittura a olio di matrice europea. La sua opera restituisce al mondo una visione che abbraccia oriente e occidente, passato e contemporaneità, e permette all’osservatore a cogliere un senso di umanità, spiritualità e bellezza che accomuna tutte le civiltà.”Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è fratello-e-sorella-Han-Yuchen.jpeg

Pittore e poeta, Han Yuchen si esprime attraverso la calligrafia e la pittura a inchiostro su carta di riso, secondo l’uso antico cinese, così come con la pittura a olio su tela di tradizione europea e la fotografia. È ricercatore presso il China Art Institute, membro della China Artists Association, vicepresidente della Hebei Calligraphers Association, membro onorario del Comitato dell’Associazione Cinese di Pittura a Olio e professore onorario all’Istituto di Belle Arti “Repin” di San Pietroburgo (già Accademia Russa di Belle Arti).Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Splendore-e-purezza-Han-yuchen-1024x643.jpeg

In passato ha ricoperto il ruolo di deputato del X, XI e XII Congresso Nazionale dei Rappresentanti del Popolo della Repubblica Cinese. Eppure, varie circostanze avverse hanno ostacolato la sua vocazione artistica in gioventù a causa della difficile posizione della famiglia, giudicata “controrivoluzionaria” (vedi S. Mikhaylovkskiy, “Success Come from Concentration and Diligence” in The Realm of Pure. Han Yuchen Oil Painting, National Museum of China, Beijing, 2017). Anche alla luce di questa esperienza, nel corso della sua carriera Han Yuchen si è impegnato nello studio e nella diffusione dell’arte fondando la società di pittura “Xingguang” nel 1979 e il Museo d’Arte Han Yuchen a Handan nel 2016.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Contadini-Han-Yuchen--1024x689.jpeg

Le opere di Han Yuchen sono oggi in prestigiose collezioni private, fra cui quelle di Nicolas Sarkozy, Jean-Pierre Raffarin, Mohamed Shafik Gabr (ARTOC), David Dean (Charterhouse) e Patrick Berko, oltre che nel Museo Nazionale di Calligrafia Cinese a Beiguan, Anyang, nella provincia di Henan.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Uomo-con-il-suo-cavallo-Han-Yuchen--692x1024.jpeg

Han Yuchen è nato nel 1954 a Jilin, nella provincia di Jilin. Talento precoce, nel 1968 ha iniziato a realizzare grandi ritratti di personaggi famosi mentre lavorava nel dipartimento di propaganda delle ferrovie di Handan, nella provincia di Hebei. Nel 1972 ha frequentato un Master Class a Handan e ha studiato sotto la guida dei suoi maestri, Li Hua e Su Gaoli, professori dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Beijing. Nel 1973 ha perfezionato la sua tecnica artistica e si è avvicinato alla pittura a olio sotto la guida di Liang Yulong, anch’egli professore CAFA. Nel 1978 è avvenuto l’incontro con Zhang Wenxing, famoso artista cinese del quale è stato seguace per quarant’anni. Finalmente, nel 1979 ha esordito con la prima mostra personale. Negli anni ottanta e novanta, conciliando la passione per la pittura e il lavoro in altro ambito, ha partecipato con soddisfazione a diverse mostre collettive.Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è tibet-han-yuchen-491x1024.jpeg

Agli albori del nuovo millennio, nel 2002, Han Yuchen ha esposto in una mostra personale di pittura, calligrafia e fotografia al Museo di Handan. Nel 2004, con Locanda Tujia a Zhangjiajie, ha ottenuto il Premio per la cultura “1° maggio” della Provincia di Hebei. Nel 2006, anno in cui ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Sentimento di nostalgia, ha realizzato il desiderio di recarsi in Tibet e dipingere dal vero sul ‘Tetto del Mondo’, che fino ad allora aveva immaginato guardando i dipinti di Dong Xiwen. Il viaggio in quella regione remota, passando per il Qinghai, il Sichuan e il Xinjiang, ha segnato profondamente l’arte di Han Yuchen: i suoi dipinti a olio, esposti e apprezzati da oriente a occidente raffigurano prevalentemente soggetti tibetani così come la sua serie di fotografie Sogno innevato, premiata nel 2012.

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Le pitture di Han Yuchen, dominate dai toni bianchi su cui si stagliano le tinte accese dei tessili tradizionali dell’Asia centrale, scatenano l’immaginazione dell’osservatore su quelle regioni che paiono senza tempo perché immerse in una purezza di luce, d’aria e d’acqua che accende il fuoco di una spiritualità intensa. Nondimeno, quelle stesse pitture richiamano anche le sperimentazioni coloristiche, in particolare con il cosiddetto “bianco di Cina” o bianco di zinco, operate da John William Waterhouse (1849-1917) al tempo in cui fu criticato in Inghilterra per l’influenza della coeva scuola di pittura francese, evidente nell’esito del proprio fare sulla tela. Vale allora la pena ricordare che lavori di Jean-François Millet e Jean-Baptiste-Camille Corot si conservano al Museo d’Arte Han Yuchen, così come alcune opere di Francisco Goya, maestro nell’uso della luce, da cui Han Yuchen ha certamente attinto. Si può dunque affermare che, varcando limiti di spazio tempo, Han Yuchen abbia fatto propri i linguaggi di un lontano occidente per poi ‘inventare’ un suo proprio ‘lessico’ pittorico, intelligibile al di qua e al di là del suo amato Tibet.

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Gli anni della maturità hanno regalato a Han Yuchen riconoscimenti internazionali, a cominciare dalla medaglia d’oro vinta con Pastoressa nel 2013 al Salon des Beaux Arts, in Francia, dove l’anno seguente ha ottenuto la medaglia di bronzo con Strada del Pellegrinaggio. 2014, con Fratello e sorella, Han Yuchen è stato fra gli artisti selezionati della XII Mostra Nazionale di Belle Arti della Cina a Beijing, dove nel 2017 ha esposto individualmente. Fra le altre mostre personali dell’artista in sedi prestigiose si ricordano quelle al Museo delle Arti Decorative di Parigi, all’Istituto di Belle Arti “Repin” di San Pietroburgo, a Bruxelles e, nel 2016, a Lhasa. A quest’ultima ha fatto seguito la prima mostra personale di Han Yuchen in Italia, “Il regno della purezza”, tenutasi nel luglio 2019 presso Palazzo Medici Riccardi a Firenze.