DI FRANCESCO CLEMENTE

Nel silenzio dei Sassi, fra i vicoli stretti e le strade acciottolate, sfilo con fare sicuro. «Quando ancora giovanissimo ricordo la difficoltà di entrare nei Sassi, il silenzio, lo stato di abbandono. Ma avevo degli amici, con loro, terminavamo in qualche trattoria con qualche piatto di carboncelli, fave e vino rosso». Un borgo antico di speranza, sogni, che oggi è protagonista Matera è un po’ vivere, alla scoperta di una città che ha saputo reinventarsi.

Un’angolo di Matera

Ormai  lontano quando Carlo Levi, scrittore, medico e pittore, autore del romanzo autobiografico Cristo si è fermato a Eboli, scriveva «Chiunque veda Matera non può che restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza» Opere di Levi, accompagnate da foto in bianco e nero, sono esposte nel maestoso Palazzo Lanfranchi, Museo Nazionale d’arte medioevale e moderna della Basilicata. Erano anni in cui era brutale il contrasto tra i quartieri di Civita e Piano – la zona della cattedrale e il centro storico con aristocratici palazzi barocchi di pietra dorata e i Sassi Barisano e Caveoso, quello nelle cui caverne vivevano promiscuamente uomini, donne, bambini e animali. Altrettanto lo era stato il trasferimento per legge in nuovi quartieri dal 1952. Poi decenni di abbandono. 

Chiesa di Santa Barbara

Ora i «Sassi» seguendo gli andamenti contradditori della storia, sono stati trasformati in boutique, ristoranti, hotel tra i più chic e desiderati, ma ancora si possono visitare alcune grotte, arredate come ai tempi in cui erano abitate, per non perdere il senso delle cose. Sebbene il museo presenti una realtà edulcorata rispetto a quella di allora, quando la mortalità infantile era la più alta d’Italia.

Per le vie di Matera

Il Sasso ha reinventato una sua identità in antitesti alla precedente, e la grotta si fa decisamente bella con l’apertura di Aquatio Cave Luxury Hotel & Spa, inaugurato a luglio proprio nella zona del Sasso Caveoso, tutto scavato nel tufo, spa di 500 metri quadrati compresa, firmato dagli architetti Simone Micheli, Roberta Colli Micheli e Cosimo dall’Acqua. È solo l’ultima di una serie di nuove realtà nel campo dell’ospitalità di lusso (antesignano e hotel tra i più seducenti in Italia, il Sextantio Grotte della Civita) e testimonianza di un turismo in grande crescita.

Matera di sera

Il bar “troglodita” Enoteca dai Tosi, aperto da un pool di veneti in trasferta, sfrutta il fascino «dell’antro», con un progetto dello studio belga Architecten de Vylder Vinck Taillieu. Scendendo nelle profondità del locale ipogeo ci si sente proporre, oltre a ottime etichette di vini, anche degustazioni di whiskey della Val Venosta.

La Grotta della Civita

Area 8, all’inizio del Sasso Caveoso, è invece un luogo più metropolitano e multitasking, ideato da Mikaela Bandini, che dal Sudafrica si è installata a Matera per amore. «Fino a pochi anni fa dovevo andare a Milano, Roma o Torino per respirare un’aria internazionale. Ora tutto il mondo viene a Matera», racconta. Il suo è uno spazio per creativi, agenzia di produzione e marketing di giorno, caffè e teatro di notte. Al suo attivo vanta circa 1.500 cocktail a settimana e propone anche prodotti brandizzati, come il Bisc_otto, rivisitazione di un dolce lucano in versione più croccante, confezionato sotto vuoto, con tanto di messaggio scritto su un bigliettino.

Concerto nella vecchia Matera

Per i più tradizionalisti non mancano le occasioni di cucina locale, dove assaggiare piatti come la Crapiata, antica zuppa “povera” di legumi e cerali misti, un tempo rito collettivo al quale ognuno partecipava con quello che poteva mettere a disposizione. Turistica ma allo stesso tempo autentica, l’Antica Trattoria Lucana, dove andava sempre a mangiare Mel Gibson quando girava La Passione di Cristo (niente è più simile alla Terra Santa di Matera e dintorni). Ancora si ricordano da queste parti i danni fatti dai 15 tir della produzione cinematografica. Le fettuccine alla Mel Gibson, che ne andava pazzo, sono però sempre un piatto forte (con funghi cardoncelli, fave secche e pomodorini).

Zuppa di cipolle in pagnotta

Il fermento anima anche l’artigianato e il design locali, che superano la trita ripetizione della tradizione con massicce iniezioni di creatività. L’exposizione annuale Fucina Madre, manifestazione organizzata dall’APT Basilicata raduna i migliori talenti della regione. Come Luca Colacicco, che con le essenze dei boschi lucani regala una nuova veste ad accessori del passato, quali tipici sgabelli e panchette, accessori una volta indispensabili nella dote di una sposa. O le ceramiche minerali e telluriche del giovane architetto Biagio Lamberti, ispirate ai calanchi lucani.

I luoghi del cuore

La città di Matera è di per sé un museo, o meglio un “Paesaggio culturale”, tanto che è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco (anche per merito dell’architetto e urbanista Pietro Laureano, consulente Unesco, che si è molto impegnato per valorizzare il patrimonio culturale e la promozione del ruolo internazionale dei Sassi). Tra i musei nel museo, da non mancare assolutamente la Casa di Ortega e il Musma. La prima, nel Sasso Barisano, è l’abitazione dell’artista spagnolo Josè Ortega, che in esilio dalla Spagna franchista era arrivato a Matera da Parigi negli anni Settanta e si era appassionato all’arte dei cartapestai materani (famosissimi anche per la creazione del carro trionfale indispensabile nella festa della Madonna della Bruna). Applicando la tecnica della cartapesta alla pittura, Ortega aveva creato opere di grande originalità, esposte ora nella casa museo, in un palazzo del XVII secolo costruito su un fortilizio longobardo da cui si domina la città.

Cavalieri

Il Musma invece, è il più importante museo italiano dedicato alla scultura contemporanea; occupa gli ambienti del cinquecentesco Palazzo Pomarici e le labirintiche cavità ipogee sottostanti, unico museo in grotta al mondo. Un abbinamento affascinante tra antico e moderno. Non è tutto qui, naturalmente. Matera va scoperta, esplorata, vissuta. Anche nei dintorni, tra chiese rupestri e l’aspra Murgia. Una bella metamorfosi passare da “vergogna nazionale”, come era stata definita da Togliatti nel 1948, a Capitale della Cultura 2019.Orgoglio e impegno lucani sono stati, giustamente, premiati.

Dormire:Aquatio Cave Luxury Hotel & Spa. Inaugurato agli inizi di luglio. Un albergo diffuso con numerose camere su un costone del rione Sasso Caveoso di Matera, nella contrada Conche, del XIII secolo. Cinquemila metri quadri distribuiti in un complesso abbandonato, che comprendeva palazzi, strade, grotte e cisterne ora trasformate in un borgo suggestivo. Le stanze hanno la vista sulla città antica e nelle terrazze ad uso privato si può cenare al tramonto. Il sofisticato progetto di illuminazione completa l’opera. Palazzo Viceconte. A 40 metri da Piazza Duomo. Una dimora storica, con solo 14 suite e stanze, che non hanno alterato la fisionomia originale degli ambienti. Anche perché le pareti degli immensi saloni e corridoi ospitano la consistente collezione d’arte della famiglia, più la raccolta di oltre 600 foto del fotografo Pino Settanni. Albergo del Sedile, nel centro storico, nell’omonima piazza, in un palazzetto del XVII secolo, ristrutturato. Un 4 stelle con solo sette stanze molto curate, una diversa dall’altra. Bed&Breakfast Lo Straniero, di Teresa D’Ambrosio. Un appartamento nel Corso di Matera, dove si è accolti come a casa di amici. Camere sobrie ed eleganti e un’ottima colazione. La proprietaria propone anche una dimora dell’800 nel borgo medievale di Rivello, a 20 chilometri dalla costa di Maratea.

Mangiare:L’Antica Trattoria Lucana , nel centro di Matera, romette un’abboffata di tutto il meglio della tradizione culinaria locale, con ampio spazio per deliziose verdure cucinate in mille modi, zuppe, primi di pasta sublimi e secondi altrettanto buoni. Tutto opera della chef Gigi Sanrocco. In quantità degne di appetiti molto robusti. Vicolo Cieco Salsamenteria ( via Fiorentini 74, tel. 0835 1975015 o 338 8550984). il ristorante scavato nel tufo del Sasso barisano dell’attore Nando Irene, ha in menù ottime zuppe, salumi e piatti della tradizione «Siamo mescitori di creatività, uniamo arte, cultura e filosofia del riciclo alla gastronomia locale e tradizionale, con prodotti lucani a km 0». Non solo, il giovedì e venerdì sera si suona il jazz. E quando si gira qualche film a Matera le troupe sono di casa. Come quella di Giovanni Veronesi, che ha girato in città i Moschettieri del re, con Francesco Favino e Margherita Buy tra i protagonisti. Area8, uno spazio multifunzionale, per lavorare e divertirsi, proprio all’inizio del Sasso Caveoso, scendendo dal centro storico, in una parte del complesso di Palazzo Lanfranchi, Ufficio la mattina e cocktail bar e bistrò dal pomeriggio alla sera. Con anche una libreria, cinema, teatro e musica. Non manca una piacevole piazzetta. Il nome è ispirato alla mappatura del cervello dell’anatomista tedesco Korbinian Brodman: 52 aree ognuna con una funzione diversa. L’area 8 è preposta alla gestione delle incertezze.

Arriva la notte a Matera

Shopping:Laboratorio di progettualità, dell’architetto e designer Patrizia Capriotti. Uno spazio dedicato soprattutto a borse  che nascono dal riciclo di materiali diversi, ispirato a Leonia, una delle città invisibili di Calvino, fondata sul riciclo dei propri rifiuti. Dalla carta alla pelle, al tessuto. Via delle Beccherie 83, tel. 348 7929213. Civico Nove. Un multi-spazio tra arte, arredamento e artigianato, dove trovare ceramiche tipiche e rivisitate, lampade, biancheria per la casa e opere di artisti locali. In centro. www.civiconovematera.com Studio d’Arte Rafaele Pentasuglia. Rafaele Pentasuglia, dopo gli studi in Fisica a Milano, ha scelto di tornare a Matera per dedicarsi alla scultura, alle ceramiche e alla cartapesta. Un’arte tradizionale da queste parti, che trova i suoi momenti di gloria in occasione della secolare e straordinaria festa della Madonna della Bruna, il 2 luglio di ogni anno. Il carro trionfale dell’edizione 2018 (la 629°) è stato realizzato da Pentasuglia (premiato dalla Fondazione Matera 2019). Un lavoro complesso ed effimero, perché alla fine della processione, pur scortato da 100 cavalieri, il carro viene preso d’assalto e distrutto. Portarsi a casa anche solo un piccolo frammento porta fortuna. Non ne resta che uno scheletro di legno, che servirà per l’anno a venire. Via delle Beccherie 65, tel. 320 3009196. Falegnameria Colacicco. L’artigianato diventa design nelle mani di Luca Colacicco. Vecchi accessori della tradizione trovano nuovo sprint e diventano must have per la casa. Via delle Comunicazioni, tel. 0835388701 o 3472612693 Lamberti Architettur&Ceramiche. Una collezione ispirata alle formazioni geologiche dei Calanchi lucani con ceramiche scultura materiche e minerali dell’architetto Biagio Lamberti. Via L. da Vinci 10, Potenza. Tel 393 6401579. Matera Capitale Europea della Cultura Matera ha un programma intenso e ricco di iniziative. Tra le più importanti si segnalano quattro grandi mostre che nel corso dell’anno racconteranno Matera e la Basilicata, dal passato al futuro. Ars Excavandi, sarà dedicata alle città rupestri (a cura dell’arch. Pietro Laureano, esperto Unesco). Rinascimento Riletto, sarà incentrata sulle opere rinascimentali a Sud di Roma (curatrice Marta Ragozzino, direttrice Polo Museale della Basilicata). La poetica dei numeri primi, sulla scienza e la matematica con un focus su Pitagora, a Metaponto, città dove il filosofo greco morì (curata dal matematico Piergiorgio Odifreddi). Osservatorio dell’Antropocene indaga invece la nuova era geologica definita dalle azioni dell’uomo. Cinquanta altri progetti saranno distribuiti in diversi luoghi della città di Matera e della regione. 

Arrivare:L’aeroporto più vicino è Bari Palese, a soli 60 km da Matera. Da qui (o anche dalla stazione di bari, se si arriva in treno) si può affittare un’auto o prenotare un servizio di transfer

Informazioni: www.matera-basilicata2019.itwww.sassiweb.itwww.basilicataturistica.com