L’ Italia nel silenzio, vacanze in eremo o convento

Se siete alla ricerca di una vacanza alternativa, lontani da stress, traffico, rumori e, soprattutto, se sentite l’esigenza di passare qualche giorno tra il silenzio e la meditazione, non vi resta che orientare la vostra scelta verso luoghi sacri e mistici, come i numerosi conventi o eremi che offrono soluzioni di ospitalità.
Le strutture sono solitamente molto spartane e semplici, per questo sono ideali per concentrare il proprio spirito verso la ricerca della propria pace interiore.

Vacanza in convento? Perché no. Le ferie estive (e non) possono essere sinonimo di serenità, silenzio e tranquillità. Lo è sicuramente per chi sceglie un eremo, un’abbazia o un monastero per la propria estate, optando per un alloggio spartano dove è più facile riagganciare un rapporto con la parte più interna di sé, per ritrovarsi e meditare. Luoghi semplici e maestosi, allo stesso tempo, immersi nella natura, perché da sempre deputati all’isolamento e alla contemplazione. Luoghi dove lo slow tourism e il turismo sostenibile sono di casa.

Dalle porte socchiuse alle porte aperte. Negli ultimi anni monasteri e abbazie, conventi ed eremi non sono più un “mondo a parte”. Così, nell’era del 2.0, 3.0, del 5g e dell’ipersocialità, anche i luoghi della contemplazione sembrano fare delle concessioni permettendo in molti casi a chiunque di trascorrere qualche ora o qualche notte immersi in magnifici silenzi, spesso con vedute superbe.
L’esperienza può così essere rivelatrice di altri possibili stili di vita, connessi più a se stessi che alla rete. Proviamo allora ad accendere una luce su luoghi di spirito che offrono accoglienza senza cedere alla sindrome da classifica, ma tracciando una mappa minima che percorra l’Italia da nord a sud.

Chi sceglie di trascorrere le proprie vacanze in un eremo, un monastero o un’abbazia, non cerca i comfort e gli optional di una vacanza come tante. Sicuramente, accontentandosi di un alloggio più spartano e di condividere la struttura con la comunità ospitante (sposandone anche gli orari e qualche volta le attività giornaliere), è alla ricerca di altre esperienze, più importanti sotto il profilo della spiritualità e magari anche della condivisione di un momento di preghiera.
Un elemento non indifferente è la categoria di costo, visto che la vacanza in una struttura religiosa può essere definita “low cost”. Il prezzo del il pernottamento (e a volte anche la ristorazione) è sicuramente concorrenziale.
Dormire in abbazia: le regole da ricordare
Prima di affrontare soggiorni in conventi e monasteri è utile conoscere le regole condivise dalla maggior parte delle strutture così da capire se si è in grado di rispettarle.
1. Silenzio: il rispetto della comunità religiosa che vive nella struttura è la regola d’oro per chi alloggia in un convento.
2. Cibo: i menu prevedono generalmente piatti semplici, cucinati con prodotti preparati dalla comunità ospite.
3. Stile di vita: niente alcolici o fumo. Chi alloggia in una struttura religiosa non può fumare al suo interno e non può portare alcolici in camera.
4. Sveglia e coprifuoco: al mattino presto ci si sveglia al suono delle campane che suonano di buon’ora. E la notte, la regola degli istituti religiosi è il coprifuoco con orario di rientro può variare dalle 22 a mezzanotte.

Sul sito Ospitalità religiosa gestito dall’Associazione no-profit Ospitalità Religiosa Italiana (O.R.I.) è possibile trovare i contatti e tante notizie sull’offerta di ospitalità religiosa in Italia. Tutte le informazioni sono state fornite dalle stesse strutture e il sito, attraverso i filtri di ricerca, permette di individuare e contattare direttamente quella che più si addice alle proprie esigenze. Ecco le strutture che abbiamo selezionato per voi.
La strada da Biella si spinge verso l’interno in direzione nord, per raggiungere i 1180 metri di Oropa, dove il complesso del santuario di Nostra Signora di Oropa si articola su più livelli. È uno dei più antichi santuari mariani dell’Occidente, posto in una zona dove se ne contano più di 15.

Le origini rimandano a una grotta, dove si svolgevano riti pagani e forse celtici; fu scelta nel 1369 da Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli e iniziatore del culto mariano in queste valli, per erigere un sacello nel quale collocò la statua lignea della “Madonna nera”. Alla costruzione dell’imponente complesso barocco hanno partecipato famosi architetti come Juvarra, Arduzzi, Galleani e Giò Ponti. Dodici le cappelle seicentesche che punteggiano il Sacro Monte, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Per stare accanto ai sacerdoti diocesani trecento le camere, arredate in stile con mobili d’epoca, letti di ferro battuto e quadri antichi. Per gli amanti della natura e dello sport ci sono un giardino botanico di ventimila metri quadri, con la possibilità di uscite sportive, escursioni e la vicinanza alla funivia del rifugio Savoia a 1900 metri e il Monte Camino a 2400 metri.

Sorse in una posizione molto panoramica sull’omonimo promontorio che domnina da 300 metri d’altezza il tratto di costa orientale del lago di Garda, là dove dall’862 al 1532 sorgeva la chiesetta di San Giorgio.
Furono alcuni monaci Camaldolesi a insediarsi nel 1665, comunità che tutt’oggi se ne prende cura. Dopo l’ingresso e superato il primo piazzale si accede alla chiesa di San Giorgio. C’è una zona di clausura con otto celle, ognuna on un piccolo orto destinato a fornire il sostentamento ai monaci. Sulla sommità delle breve altura i religiosi hanno collocato una Via Crucis, mentre attorno all’eremo, si snodano sentieri suggestivi e ben segnalati, percorribili agevolmente.
La foresteria accoglie singoli, uomini e donne, che intendono condividere per alcuni giorni la vota di preghiera e lavoro dei monaci.

Must del turismo internazionale, le Cinque Terre sono conosciute in tutto il mondo, ma non tutti conoscono la Via dei Santuari, che le attraversa unendo cinque luoghi dello spirito in cui si venera dal Medioevo la Vergine Maria. Il convento di San Francesco è una tappa di questo suggestivo percorso di sentieri che corrono 27 km paralleli alla costa sulle alture dell’entroterra, e che rappresenta un pellegrinaggio di intensa spiritualità.

Costruito sul ripido pendio di San Cristoforo, il convento risale al XVII secolo. Nel 1622 fu abitabile nell’anno dopo venne consacrata la chiesa dedicata a San Francesco di Assisi. Oggi la casa di accoglienza è disponibile su richiesta per ritiri spirituali, di studio e meditazione.

È la costruzione monastica più elevata che i Benedettini abbiano mai costruito. A 1333 metri, dipende dalla Provincia Benedettina della Svizzera. L’abbazia fu edificata nel 1146 da Ulderico di Tarasp e dalla moglie Uta, appartenenti a una nobile famiglia del cantone Grigioni. I primi monaci che vi abitavano erano svevi e provenivano dal convento benedettino di Ottobeuren.
Oggi ci sono possibilità per soggiornare in un appartamento per famiglie fino a cinque persone.

Secondo la leggenda vi approdò San Francesco d’Assisi di ritorno dall’Egitto per sfuggire a un fortunale. Nel 1808 i frati furono costretti a lasciare l’isola, trasformata in caserma, a causa della soppressione napoleonica degli ordini religiosi. L’opera tornò ai frati francescani nel 1858 e divenne luogo di ritiro e di formazione dei giovani alla vita francescana.

Incomparabile e unico è l’ambiente naturale dove sorge il complesso monastico. Più di mille alberi, fra pini e cipressi, avvolti dal mistico silenzio della laguna, lo rendono un prezioso ecosistema che dà rifugio a numerosi uccelli stanziali e migratori.

Per chi desidera trascorrere un periodo di preghiera nella solitudine allo scopo di ricerca e riflessione religiosa, sono messe a disposizione 15 celle, 2 stanze grandi per gruppi di studio e un refettorio.

La Verna è la montagna sacra della contemplazione francescana, nel cuore del Casentino, a 1283 metri di altezza. La chiamano il “Calvario Serafico”. Qui Francesco di Assisi ricevette l’ultimo sigillo delle stimmate. Nei secoli, il luogo santo si arricchì di edifici e opere d’arte.
Oggi esiste una foresteria interna al convento per singoli, famiglie o gruppi che vogliono soggiornare.

Fu uno dei monumenti religiosi e civili più importanti del Medioevo europeo e crebbe d’importanza fino a possedere una delle aree più vaste dell’Italia centrale. È posta vicino al fiume Farfa, adagiata fra gli ulivi a 200 metri di altezza e per la sua importanza è stata dichiarata monumento nazionale nel 1928. Per i Monaci Benedettini Cassinesi e i loro ospiti la visita è emozionante e si può scandire tra la chiesa abbaziale del Cinquecento, la ricchissima biblioteca, il museo e la cripta carolingia.

Qui, sulle prime pendici del Gargano, il primitivo santuario fu eretto nel quinto secolo, in epoca longobarda, nei pressi della grotta dove si narra apparve l’Arcangelo Michele per ben tre volte. Quindici secoli di storia segnati dalle distruzioni dei barbari e dalle ricostruzioni dei pellegrini diretti in Terrasanta.
Una scala di 89 gradini scende nel vestibolo di ingresso e da una porta in bronzo del X secolo si accede alla basilica, costituita in gran parte dalla grotta naturale. Accanto al Santuario sorge la Casa del Pellegrino, una grande foresteria aperta a singoli e gruppi, aperta tutto l’anno tranne il mese di febbraio.

Il complesso monastico, posto sul fianco occidentale del pizzo Sant’Angelo (850 m.), immerso in un bosco di querce e castagni, sorse secondo la tradizione per volere di San Gregorio Magno, prima che diventasse papa nel 540. Fino all’arrivo dei frati francescani cappuccini nel sedicesimo secolo, la chiesa fu custodita da vari eremiti.
Il santuario e il convento sono il centro di una intensa vita spirituale e culturale, non mancano infatti concerti di musica classica e contemporanea, convegni e mostre d’arte. Le strutture della Casa di Accoglienza Santa Chiara sono in grado di ospitare famiglie e gruppi di laici e religiosi organizzati per ritiri spirituali e periodi di studio.

Il complesso monastico sorge sul colle Sorres a 570 metri, nella regione del Logudoro. I lavori di costruzione del monastero attuale sono piuttosto recenti, visto che datano 1950. E dopo i primi monaci arrivati qui nel 1967 solo nel 1974 il monastero venne elevato ad abbazia. È da considerarsi un momento epocale, visto che i Benedettini si ristabilivano in Sardegna dopo un’assenza di quasi cinque secoli.
L’abbazia è aperta a chi desidera condividere con i monaci alcuni giorni di preghiera personale e liturgica nel silenzio e nella natura. Sono disponibili 65 posti letto. Occasionalmente si organizzano concerti vocali specialmente per cori polifonici tradizionali sardi.

Il complesso del santuario di Nostra Signora di Oropa è uno dei più antichi santuari mariani dell’Occidente. Le origini rimandano a una grotta, dove si svolgevano riti pag

ani e forse celtici; fu scelta nel 1369 da Sant’Eusebio, per erigere un sacello nel quale collocò la statua lignea della “Madonna nera”. Il complesso barocco conta anche le dodici le cappelle seicentesche che punteggiano il Sacro Monte, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Il complesso ha trecento camere, arredate in stile con mobili d’epoca, letti di ferro battuto e quadri antichi e per gli amanti della natura offre un giardino botanico di ventimila metri quadri.
Nel Convento di San Francesco del Deserto, sull’isola nel cuore della laguna veneziana, la piccola congregazione di francescani organizza soggiorni spirituali in uno dei luoghi sacri più suggestivi del Paese. L’isola, raggiungibile solo su una delle barche dei frati, non è solo un luogo di pace e meditazione, ma anche scrigno di storia e arte.
Immerso in un bosco di querce e castagni, il complesso monastico Convento-Santuario di Maria Santissima di Gibilmanna, posto su pizzo Sant’Angelo (850 m.), sorse per volere di San Gregorio Magno. Le strutture della Casa di Accoglienza Santa Chiara possono dare ospitalità a famiglie e gruppi di laici e religiosi (sia per ritiri spirituali sia per periodi di studio). Il santuario e il convento sono oggi al centro di una intensa vita spirituale e culturale con concerti di musica classica e contemporanea, convegni e mostre d’arte.
In Toscana, nel cuore del Casentino, a 1283 metri di altezza, si erge il Convento Santuario della Verna. Chiamato il “Calvario Serafico”, è il luogo dove Francesco di Assisi ricevette l’ultimo sigillo delle stimmate ed è considerata la montagna sacra della contemplazione francescana. C’è una foresteria interna al convento per singoli, famiglie o gruppi, con la possibilità di essere ospitati in una delle celle nell’eremo incastonate nella montagna. I frati francescani minori hanno organizzato il servizio di accoglienza per i visitatori, che possono condividere i pasti con i frati nel refettorio.
Sul lago di Garda, vicino Verona, si trova l’eremo di San Giorgio risalente al XVII secolo. L’eremo, gestito dalla congregazione Camaldolese dell’ordine benedettino, prevede permanenze dal lunedì al venerdì, durante le quali gli ospiti sono invitati a condividere i momenti di preghiera. Le arti erboristiche dei camaldolesi mettono a disposizione dei visitatori una scelta di miele, pappa reale e altri prodotti anche cosmetici.
La Sabina è la cornice dell’Abbazia benedettina di Santa Maria di Farfa che fu un importante monumento religioso e civile del Medioevo e che rappresenta oggi l’unico esempio in Italia di architettura carolingia. L’abbazia, che si trova vicino al fiume Farfa, immersa fra gli ulivi, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1928. La struttura è anche custode di una ricchissima biblioteca, di un museo e di una cripta carolingia. La foresteria è divisa in due parti: una riservata agli uomini, l’altra – all’esterno – per coppie e famiglie. Da non perdere una visita alla biblioteca e all’erboristeria.


L’Eremito, immerso nel cuore verde dell’Umbria, vicino Terni, nasce con l’intento di aiutare le persone a ritrovare il proprio equilibrio. Un luogo a vocazione eremitica dei primi del ‘300 che oggi ha recuperato i suoi originali e autentici splendori, diventando un luogo dove rigenerarsi ritrovando il contatto con le priorità della vita. Divenuto oggi un eremo laico unico nel suo genere, l’Eremito è anche uno dei primi hotel “Digital Detox” in Italia.
Il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, a Fontanellato, in provincia di Parma, fu costruito nel 1514 e anche se più volte restaurato, ha mantenuto uno stile barocco. Si tratta di un luogo da sempre meta di pellegrinaggio, che vanta una lunga tradizione di accoglienza. Fontanellato è anche la sede del Labirinto della Masone.
Sul colle Sorres, in provincia di Sassari si erge il complesso monastico dell’Abbazia di San Pietro di Sorres costruito nel 1950. Il monastero, elevato ad abbazia nel 1974, è il luogo che ha permesso ai Benedettini di ristabilirsi in Sardegna dopo un’assenza 500 anni. L’abbazia, con i suoi 65 posti letto, è aperta ai viaggiatori che vogliono condividere con i monaci alcuni giorni di preghiera nel silenzio. Nella struttura è anche presente un laboratorio di restauro del libro.
L’antico eremo di Santa Maria Infra Saxa si trova a Genga, in provincia d’Ancona. Costruito in semplice pietra con l’interno in parte scavato nella roccia, un tempo era utilizzato come monastero di clausura dalle monache benedettine.